La tragedia avvenuta a Capodanno all’interno del locale “Le Constellation” di Crans-Montana ha lasciato un segno indelebile, con un bilancio drammatico di 41 vittime e più di cento feriti. A distanza di diversi mesi dall’accaduto, le indagini della magistratura si scontrano ora con una pesante mancanza di documenti.
Secondo quanto rivelato dal quotidiano svizzero Blick, la Procura vallesana non riesce infatti a trovare i documenti ufficiali risalenti al 2015 relativi ai lavori di ristrutturazione del locale. Carte che risulterebbero fondamentali per chiarire le responsabilità della strage.
Giovedì scorso, Jean-Claude Savoy, ex presidente del comune di Chermignon (il cui territorio ospitava il locale prima della fusione che ha dato vita al comune unico di Crans-Montana), è stato interrogato per diverse ore in qualità di indagato.

RG 12.30 del 10.07.2026 - Crans-Montana, ora l’ex sindaco di Chermignon collabora con la giustizia
RSI Info 10.07.2026, 12:30
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In un’intervista rilasciata proprio al Blick, Savoy ha cercato di difendersi spiegando di aver consegnato tutti i faldoni d’ufficio e il proprio computer di servizio al segretario comunale il 29 dicembre 2016, poco prima di lasciare la carica, ricevendone regolare ricevuta.
Secondo l’ex sindaco, i documenti avrebbero dovuto finire direttamente negli archivi comunali. Da allora, complice appunto la fusione dei comuni e la successiva scomparsa del segretario comunale dell’epoca, Savoy dichiara di non sapere che fine abbiano fatto quelle carte.
Ad oggi - sempre secondo il Blick - non è stata eseguita alcuna perquisizione negli uffici comunali o nelle abitazioni dei dipendenti pubblici coinvolti, nonostante i legali delle vittime lo abbiano espressamente richiesto.









