Il procedimento penale contro il procuratore federale straordinario Peter Marti è stato archiviato. L'indagine ha dimostrato che da parte sua non vi è stata alcuna condotta penalmente perseguibile. Lo ha reso noto martedì sera Stephan Zimmerli, pure procuratore federale straordinario della Confederazione.
Nel gennaio 2021, l'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC) aveva nominato Marti procuratore federale straordinario per indagare su presunte violazioni del segreto d'ufficio in relazione a rivelazioni che hanno avuto origine da un rapporto delle Commissioni della gestione delle Camere federali sulla vicenda Crypto.
Nell'agosto 2022 era stata inoltrata una denuncia penale da parte dell'ex responsabile della comunicazione del Dipartimento federale dell'interno (DFI) contro lo stesso Marti, in particolare per abuso di autorità e violazione del segreto d'ufficio. Per indagare su queste accuse, l'AV-MPC ha nominato Zimmerli procuratore federale straordinario. Nel novembre 2022 è stata presentata un'altra denuncia contro Marti, in seguito alla quale il mandato di Zimmerli è stato esteso.
Nel dicembre scorso, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha autorizzato Zimmerli ad aprire un procedimento penale contro Marti in particolare per sospetto di usurpazione di funzioni, abuso di autorità nonché violazione del segreto d'ufficio.
Marti non deve essere ritenuto penalmente responsabile per nessuno di questi capi d'accusa, scrive martedì sera Zimmerli. È vero che l'approccio di Marti non ha seguito le raccomandazioni della dottrina giuridica né la giurisprudenza più recente e per questo il suo approccio può essere considerato scorretto nel contesto di un controllo giudiziario, aggiunge Zimmerli.
La vicenda Crypto
L'agenzia di spionaggio civile degli USA (CIA) e i Servizi segreti tedeschi BND per decenni avrebbero intercettato migliaia di documenti da più di 100 paesi utilizzando macchine crittografiche della società Crypto SA. Diversi Governi si sono affidati alla società di Zugo per criptare le loro comunicazioni, ignorando che la società fosse di proprietà della CIA e del BND e che questi ne manipolassero la tecnologia per decodificarne le informazioni.
Stando a un'indagine giornalistica di SRF, della televisione germanica ZDF e del quotidiano USA Washington Post, nel 1970 Crypto sarebbe stata acquistata da CIA e BND attraverso una fondazione in Liechtenstein.
Secondo un rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG), reso noto nel 2020 e oggetto della fuga di notizie in questione, i servizi segreti svizzeri sapevano fin dal 1993 che dietro Crypto vi erano la CIA e il corrispettivo tedesco BND. Il Consiglio federale era però all'oscuro di tutto. Malgrado ciò vi è una corresponsabilità politica delle autorità svizzere per le attività dell'impresa.
Il rapporto definisce inoltre verosimile che vi sia stata una collaborazione in materia di attività informative tra il Servizio informazioni strategico (SIS), l'organizzazione da cui è nato l'attuale il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), e questi servizi d'informazione esteri.
Durante la fase di consultazione amministrativa, informazioni riservate della bozza di rapporto sono trapelate in diverse occasioni a singoli media. La pubblicazione di queste informazioni ha costituito un grave danno istituzionale, secondo la DelCG, che ha presentato una denuncia contro ignoti per violazione del segreto d'ufficio presso il Ministero pubblico della Confederazione nel novembre 2020.
È stata aperta un'indagine penale sotto l'egida di Marti, che a fine marzo l'ha chiusa.
Notiziario 22.00 del 20.06.2023
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