L'autore della sparatoria di Daillon con il suo gesto ha voluto "risolvere un problema famigliare di lunga data", secondo il Ministero pubblico vallesano. Il 33enne, ferito dalla polizia e ricoverato in ospedale, ha potuto essere interrogato già ieri sera.
Sono state chieste la sua messa in detenzione provvisoria e una perizia psichiatrica, che sarà realizzata nei prossimi giorni.
L'uomo, in possesso di almeno sei armi da fuoco fra cui due moschetti e un fucile da caccia, oltre che di abbondanti munizioni, sarà accusato di assassinio (o omicidio) e lesioni gravi.






