Svizzera

Dazi USA, Parmelin a Washington: “C’è volontà di trovare un accordo”

Il presidente della Confederazione vuole rilanciare i negoziati sull’accordo commerciale, ma non ci sono ancora certezze su tempi e dettagli

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Guy Parmelin a Washington
01:50

Accordo USA-Svizzera, Parmelin prudente

Telegiornale 18.04.2026, 12:30

  • RSI
Di: Massimiliano Herber (corrispondente RSI negli Stati Uniti), servizio originale - ludoC, adattamento web

Washington – “C’è la volontà comune di trovare un accordo”. Con queste parole Guy Parmelin ha commentato l’incontro con la controparte americana per rilanciare i negoziati in corso sull’accordo commerciale con gli Stati Uniti. Il capo del Dipartimento federale dell’Economia, tuttavia, non ha potuto dare né rassicurazioni né dettagli sulla tempistica.

A Washington per gli incontri primaverili di Fondo Monetario e Banca Mondiale, per Parmelin la tappa all’Ufficio del rappresentante al commercio è diventata obbligata. C’è infatti un accordo commerciale da siglare.

Quaranta minuti con Greer, nessuna fumata bianca

L’incontro faccia a faccia con Jamieson Greer, l’uomo dei dazi di Donald Trump, è durato poco più di quaranta minuti. Ma al termine non c’è stata nessuna fumata bianca. “Per il momento non c’è un calendario definito, non era lo scopo dell’incontro”, ha spiegato Parmelin ai microfoni della SSR. “Se riusciamo a trovare in fretta una soluzione meglio, ma c’è ancora del lavoro da fare”.

La Svizzera è pronta ad accettare dazi doganali supplementari, ma vuole lo stesso trattamento riservato a Unione Europea e Regno Unito. L’aliquota è quella del 15 percento concordata a novembre e dovrebbe essere plafonata per tutti i settori economici, farmaceutica compresa.

Pressioni statunitensi

“Non commento i negoziati in corso, per non comprometterli”, ha detto ancora Parmelin. “Ora i nostri team si riprenderanno i contatti per la continuazione”. Una prudenza comprensibile, anche perché gli Stati Uniti mettono pressione: la Svizzera è tra le nazioni indagate per pratiche illegali, con l’accusa di sovraccapacità industriale e scarsi controlli sul lavoro forzato.

Parmelin dovrà tornare a Washington? “Certamente, ora non so ancora quando, ma sono sempre disponibile, se necessario”, ha assicurato il presidente della Confederazione prima di lasciare la capitale americana.

La saga dei dazi continua. Chissà se entro i 250 anni dell’Indipendenza americana, il prossimo 4 luglio, anche la Svizzera potrà celebrare con un accordo.

Vertice primaverile di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale: quali le previsioni economiche per l’anno in corso?

A Washington si è concluso ieri il vertice primaverile di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, un incontro condizionato – e non poteva essere altrimenti – dalla situazione in Medio Oriente e dall’impatto della guerra in Iran sui prezzi dell’energia. Andrea Vosti, corrispondente RSI negli Stati Uniti, ha spiegato al Radiogiornale quali sono dunque le previsioni economiche per l’anno in corso: “La guerra in Medio Oriente e le incertezze sui mercati energetici hanno costretto l’FMI a rivedere al ribasso le proprie stime di crescita per il 2026. Le proiezioni di crescita globale si assestano ora al 3,1%, un taglio di 0,2 punti rispetto alle stime di inizio anno. Lo shock sui mercati dell’energia, con il sensibile rialzo dei prezzi di gas e petrolio, avrà inoltre un impatto sull’inflazione che potrebbe salire a livello mondiale al 4,4%”. Insomma, la guerra in Medio Oriente e il braccio di ferro sullo stretto di Hormuz hanno dominato questo vertice, come confermato alla RSI il presidente della Banca nazionale svizzera Martin Schlegel.

Poi, naturalmente bisogna tenere conto e la cronaca delle ultime ore ne è la conferma, che la situazione in Medio Oriente è parecchio fluida, “quindi molto dipenderà dal successo o meno dei negoziati di pace e dalla riapertura completa e a tempo indeterminato dello Stretto di Hormuz”, spiega ancora il nostro corrispondente.

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