Si svolge a San Gallo oggi, martedì, il processo a due poliziotti che intervenendo in un'abitazione, lo scorso anno, uccisero a colpi d'arma da fuoco un 22enne che stava picchiando una donna con una padella di metallo. La vittima, ricordiamo, non sopravvisse alle lesioni cerebrali riportate. Quanto agli agenti, è ora evidentemente in causa la proporzionalità della loro reazione.
Al di là della sentenza che la corte sarà chiamata a pronunciare, gli interrogativi si focalizzano ora sulle possibili alternative, in simili circostanze, all'uso delle armi da fuoco. È così ripreso il dibattito sul taser, la pistola elettrica che con la sua scarica è in grado di indurre una paralisi muscolare e neutralizzare così temporaneamente un aggressore. Anche il ricorso al taser è notoriamente controverso. Ma l'uso di quest'arma non ha in genere esiti letali.
A favore del taser si levano così non poche voci. A iniziare da quella di Johanna Bundi Ryser, presidente della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP): "Non vediamo alcuna ragione per cui le pattuglie non siano immediatamente equipaggiate coi taser", ha dichiarato, sottolineando che in circostanze a rischio si tratta di poter ricorrere ai mezzi meno offensivi.
Favorevole all'obbligatorietà del taser è anche Fredy Fässler, presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia
A farle eco anche
Fredy Fässler, attuale presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP): se in servizio "la pistola è obbligatoria, perché non dovrebbe essere tale il mezzo meno violento?", osserva, sostenendo che tanti timori inizialmente legati al taser, e più precisamente sulla possibilità che possa essere utilizzato come strumento di tortura, si sono rivelati infondati. "E da noi questo è certamente escluso", sottolinea il ministro sangallese.
Si fanno quindi sempre più frequenti le richieste per rendere obbligatorio il dissuasore elettrico. Ma intanto il taser sembra sempre più utilizzato. Il numero delle operazioni condotte con quest'arma, secondo quanto indicato dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali (CCPCS), è infatti passato da 73 nel 2019 a 96 lo scorso anno. Il ricorso al taser, inoltre, è stato minacciato in altri 87 casi al fine di stabilizzare le situazioni d'intervento.






