L’avventura elvetica del copilota etiope, che nel febbraio 2014 per raggiungere Ginevra aveva dirottato il volo da Addis Abeba-Roma, non si concluderà in carcere. L’uomo compare davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona e né l’accusa né la difesa contestano le conclusioni della perizia psichiatrica che lo dice affetto da schizofrenia paranoide.
Il procuratore federale Marco Renna venerdì mattina, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la conferma dell’atto d’accusa e il suo internamento a fini terapeutici poiché il rischio di recidiva è alto. Dello stesso avviso anche i patrocinatori delle 16 persone che si trovavano a bordo dell’aereo costituitesi parte civile.
La difesa del copilota (condannato in contumacia in Etiopia a 19 anni, ma Berna ha rifiutato di estradarlo) ne ha invece chiesto l’assoluzione a causa dei suoi problemi psichici che lo rendevano, e lo rendono, irresponsabile dei suoi atti.
Il verdetto sarà noto il 9 maggio.
Diem/ATS




