L'autore del duplice omicidio avvenuto nel 2013 a Spiez, dove con il figlio, allora minorenne, uccise brutalmente il direttore di un istituto pedagogico minorile e la sua compagna, sarà internato. Lo ha stabilito la Corte d'appello del canton Berna che, al termine di un dibattimento durato quattro giorni, venerdì ha decretato che l'oggi 52enne, condannato all'ergastolo, non potrà beneficiare della possibilità di una liberazione anticipata dopo 15 anni accordata a chi non presenta più alcun pericolo.
Si tratta di una misura pronunciata assai di rado in Svizzera, ma la vicenda è stata giudicata estremamente grave. Il condannato, uno svizzero di origini italiane, e suo figlio, all'epoca dei fatti 16enne, avevano ucciso in modo efferato il direttore dell'istituto pedagogico minorile e la sua compagna, accoltellandoli ripetutamente. I due autori, arrestati dopo 18 mesi d'inchiesta, avevano ammesso che si era trattato di una vendetta. Dieci anni prima il figlio si era sentito vittima di punizioni sproporzionate e umiliazioni.
Un agente blocca la strada di fronte al villino dove si compì il duplice omicidio
L'11 maggio del 2013, padre e figlio si presentarono all'istituto per l'infanzia, chiesero dove fosse il direttore (53 anni), lo trovarono in camera da letto e secondo l'accusa lo uccisero brutalmente con una sessantina di coltellate. La stessa sorte toccò alla sua compagna (51 anni) intervenuta per prestare soccorso e considerata una testimone scomoda. Dopo il delitto la polizia brancolò a lungo nel buio: riuscì a mettere le mani sui responsabili solo 18 mesi più tardi.
Entrambi erano stati condannati in prima istanza alla pena massima prevista per reati di questo genere: l'ergastolo per il padre e 48 mesi di prigione, pronunciati dalla giustizia minorile, per il figlio. Nei confronti di quest'ultimo era stato pure disposto il collocamento in un istituto chiuso, nonché un trattamento psicoterapeutico. Questi provvedimenti potranno essere rinnovati sino al compimento del 25esimo anno.





