Lo smantellamento di un’importante rete di produzione e distribuzione di droghe sintetiche attiva in diversi Paesi europei è stato annunciato mercoledì da Europol. L’operazione ha portato alla chiusura di ventiquattro laboratori, al sequestro di oltre nove tonnellate di stupefacenti e di circa mille tonnellate di prodotti chimici utilizzati per la fabbricazione di sostanze come MDMA, anfetamina, metanfetamina e catinone.
Le operazioni di polizia contro i laboratori per la produzione di droghe sintetiche in Europa
RSI Info 22.01.2026, 13:06
Un fatto di cronaca che riguarda l’Europa, ma che tocca da vicino anche la Svizzera? Per capire se – e in che modo – il nostro Paese possa essere coinvolto nella produzione e nel traffico di droghe sintetiche, abbiamo raccolto alcune considerazioni di Frank Zobel, co-responsabile del settore Ricerca e vicedirettore di Addiction Suisse.
La Svizzera è toccata, direttamente o indirettamente, da reti europee di produzione e traffico di droghe sintetiche? Che ruolo occupa oggi nel mercato: Paese di transito, di consumo o anche di stoccaggio?
“È possibile che un sequestro di questo tipo abbia un impatto anche in Svizzera, anche se al momento non disponiamo di informazioni sufficienti per dirlo con certezza, sulla base di quelle che ci dà Europol. Si tratta di un Paese in cui il consumo di droghe sintetiche – ecstasy, anfetamina e metanfetamina – è piuttosto diffuso. Pur non essendo un mercato enorme, resta comunque significativo per questo tipo di sostanze. È quindi plausibile che il sequestro possa avere, in un modo o nell’altro, delle ripercussioni. In Svizzera sono stati individuati uno o due laboratori, ma di dimensioni molto ridotte: non è un Paese di produzione, bensì soprattutto di consumo. Inoltre, non si tratta di reti criminali strutturate, spesso si tratta di consumatori che acquistano grandi quantità di sostanze per poi rivenderle nell’ambiente della ‘nightlife’ o a conoscenti. A differenza di droghe come la cocaina o l’eroina, dove operano organizzazioni ben strutturate, in questo caso parliamo soprattutto di singoli consumatori e rivenditori”.
Esistono vulnerabilità nel sistema svizzero che potrebbero essere sfruttate da reti criminali internazionali?
“È chiaramente un Paese interessante. La Svizzera è ricca, stabile, e si può investire molto denaro proveniente dalla droga. Esistono però delle debolezze: in passato si sono verificati diversi casi legati alla mafia italiana e, all’epoca del segreto bancario, la situazione era ancora più problematica. Si tratta quindi di un Paese potenzialmente attrattivo, anche perché si trova al centro dell’Europa e dispone di molte reti di comunicazione verso Francia, Germania, Italia e Austria. Dall’altra parte, la Svizzera è un paese con una forte presenza di polizia e i Cantoni fanno molta attenzione. Non ci sono delle zone vietate alla polizia, come avviene in Francia, per esempio, dove in alcune banlieue le forze dell’ordine non entrano.”

Frank Zobel
Quali segnali d’allarme osserva oggi Addiction Suisse sulla situazione in Svizzera?
“Quello che osserviamo è la diffusione di sostanze sempre più economiche, ma sempre più potenti. È l’evoluzione degli ultimi 15-20 anni e riguarda, per esempio, la cocaina, le droghe sintetiche e l’hashish. Sono tendenze che osserviamo anche a livello internazionale e che, dal punto di vista della salute pubblica, sono motivo di preoccupazione. Lo vediamo in modo particolarmente evidente nel consumo di crack, presente ovunque in Svizzera. È questo il mercato che, allo stato attuale, ci preoccupa di più”.

Allarme crack
Falò 08.10.2024, 20:45
Quali sono le strategie di prevenzione in Svizzera? Sono adeguate?
“La prima strategia, in Svizzera come in altri Paesi, è la proibizione delle sostanze: sono vietati il consumo, il possesso, la produzione e la vendita. Questo porta al risultato che molte persone non fanno uso di stupefacenti. Il rovescio della medaglia è che chi consuma sostanze, lo fa con droghe la cui qualità è totalmente sconosciuta. Non riusciamo a parlare con queste persone perché si nascondono e sono vittime di discriminazione e stigmatizzazione. È il lato brutto di questa politica”.
Dopo la crisi dell’eroina degli anni ’90 abbiamo capito che la repressione, da sola, non basta.
Frank Zobel, co-responsabile del settore Ricerca e vicedirettore di Addiction Suisse
Che ruolo svolgono i servizi di drug checking nel monitorare il mercato e l’emergere di nuove sostanze?
“Ha un ruolo essenziale, perché ci consente di accedere direttamente al mercato e ai consumatori. Ci permette quindi di capire quali nuove molecole stanno circolando, oltre a valutarne la qualità e le proprietà. Prima avevamo solo le informazioni della polizia. Con il drug checking arriviamo ad altre persone, per esempio chi acquista sostanze su internet o chi le prepara in autonomia”.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Drug-checking-quando-lo-sballo-%C3%A8-consapevole--1813900.html

Una delle pastiglie di ecstasy diffuse attualmente in Svizzera, presentata sulla pagine di allerte di saferparty.ch
La repressione, da sola, è sufficiente? O bisognerebbe trovare altri metodi per affrontare in modo più efficace questo fenomeno?
“Dopo la crisi dell’eroina in Svizzera a fine anni ’90, abbiamo capito che la repressione non basta. Nasce quindi la politica dei quattro pilastri nella quale facciamo prevenzione, trattamenti della riduzione dei rischi. È importante farlo perché possiamo aiutare le persone. Oggi ci chiediamo come possiamo fare meglio. Il dibattito tocca in particolare la cannabis, per la quale si sta discutendo un cambiamento della legge, con l’obiettivo di individuare un modello che protegga la popolazione e riduca lo stigma”.
SaferParty, un servizio del Drug Information Center (DIZ) di Zurigo
Saferparty.ch è un centro competente per l’uso illegale delle sostanze psicoattive. La missione principale del servizio è di ridurre le conseguenze negative dell’uso illecito di sostanze psicoattive per i consumatori di droghe ricreative e di prevenire la disgregazione sociale causata dal consumo di sostanze. In secondo luogo, il servizio mira anche a ridurre le conseguenze negative del consumo di sostanze per la società. Inoltre, il DIZ sensibilizza e informa gli utenti, i professionisti e i familiari sui rischi legati al consumo di sostanze psicoattive e trasmette conoscenze su un uso più sicuro e sulle competenze di consumo.

Grande operazione antidroga
Telegiornale 21.01.2026, 12:30










