La situazione in Eritrea sul fronte dei diritti umani rimane tesa: è quanto afferma il segretario di Stato della migrazione, Mario Gattiker, ai quotidiani Tages-Anzeiger e Der Bund in edicola lunedì. I giovani che lasciano il paese illegalmente o disertano il servizio militare rischiano, al loro rientro, la prigione e la tortura nel peggiore dei casi, sostiene l'alto funzionario.
Insomma, la tanto sperata apertura delle autorità a un dialogo sulla migrazione con la Svizzera è andata delusa, dichiara Gattiker basandosi sulle conclusioni cui è giunta una missione elvetica nel paese africano.
L'intenzione delle autorità locali di limitare il servizio militare a 18 mesi non è stata seguita da alcun provvedimento concreto. Anzi, secondo il segretario di Stato, tali dichiarazioni sono state ufficialmente ritirate. Chiunque abbia lasciato lo Stato illegalmente o non si sia presentato per compiere il servizio di leva - periodo che può durare anni se non decenni - deve temere il peggio.
ats/joe.p.






