Mario Fehr, consigliere di Stato socialista e direttore del dipartimento di sicurezza del canton Zurigo, dovrà presentarsi di fronte al Gran Consiglio per giustificare l'acquisto del discusso sistema di sorveglianza Galileo, realizzato della società milanese Hacking Team, per conto della polizia cantonale. Tre deputati hanno depositato lunedì una interpellanza in merito.
Tra gli interrogativi, quello che suscita più perplessità è se la base legale sia sufficiente per l'impiego di una piattaforma che permette di intercettare qualsiasi tipo di comunicazione, anche criptata, scambiata attraverso posta elettronica, web e reti sociali, incluse le chiamate vocali.
In passato l'acquisto del controverso software, per una somma di poco inferiore ai 500'000 franchi, era già stato messo in discussione dai Giovani socialisti zurighesi, che avevano sporto denuncia contro il "loro" consigliere di Stato.
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