Svizzera

Figli che alzano le mani sui genitori: “Spesso imitano”

Una ricerca dell’Università di Zurigo tra 1’500 giovani ha evidenziato che circa un terzo ha colpito almeno una volta il padre o la madre - Il picco a 13 anni

  • Un'ora fa
Il circolo vizioso della violenza familiare
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Un terzo degli adolescenti mostra aggressività

SEIDISERA 04.02.2026, 18:00

  • Tipress
Di: SEIDISERA-Jannuzzi/Telegiornale/Spi 

Edipo che uccide il padre può evocare il conflitto tra generazioni. I figli che percuotono i genitori rappresentano invece un “segnale d’allarme”, ma anche un tabù. Un fenomeno su cui getta ora luce una ricerca dell’Università di Zurigo che dal 2004 al 2022 ha seguito lo sviluppo di più di 1’500 giovani in città. Le conclusioni non sono tranquillizzanti: circa un terzo dei giovani fra gli 11 e i 24 anni ha almeno una volta colpito il padre o la madre, magari prendendoli a calci oppure lanciando contro di loro un oggetto.

“I bambini imitano ciò che vedono. I genitori hanno un ruolo centrale come esempio”, ha affermato a SEIDISERA Lilly Shanahan, responsabile del dipartimento di ricerca dell’Istituto di psicologia dell’Università di Zurigo. La ricerca ha tuttavia evidenziato che il contesto sociale ed economico, così come il livello di istruzione familiare, non hanno alcun peso: “Le aggressioni - sottolinea la ricercatrice - non riguardano solo famiglie fragili o problematiche, ma vengono registrate in tutti gli strati sociali. La possibilità che il fenomeno sia molto più diffuso esiste”.

L’apice della violenza, un altro degli aspetti emersi, viene registrato attorno ai 13 anni: “Sappiamo che a quell’età si raggiunge spesso il picco dei conflitti tra genitori e figli - afferma la studiosa -. Durante la pubertà, questo rapporto viene spesso rinegoziato e i figli cercano di diventare un po’ più indipendenti, di staccarsi dalla famiglia. Quando gli adolescenti rivendicano più autonomia, i conflitti possono aumentare e, se si intensificano, possono sfociare in episodi di violenza fisica nei confronti dei genitori”.

Uno stile educativo punitivo rappresenta un rischio

Dietro questo momento delicato c’è però anche una ragione fisiologica. “Sappiamo che nella prima adolescenza il controllo degli impulsi non è ancora completamente acquisito. Il cervello è ancora in fase di sviluppo. Ad esempio, la corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi, non è ancora completamente formata. Ciò significa che impulsi ed emozioni a quest’età non sono sempre regolati in modo efficace”.

Dopodiché, come premesso all’inizio, attenzione a scaricare le colpe sui ragazzi. I ricercatori dell’Università di Zurigo sottolineano infatti come la violenza fisica e l’aggressività verbale da parte degli adulti aumentino il rischio che si instauri un ciclo di questo tipo all’interno della famiglia. “Lo studio mostra chiaramente che le punizioni fisiche e le aggressioni verbali dei genitori possono avere un ruolo importante. Abbiamo dimostrato che uno stile educativo punitivo da parte dei genitori rappresenta un fattore di rischio per la violenza dei figli nei loro confronti”.

Può trattarsi, continua la ricercatrice, “di genitori che urlano spesso, che schiaffeggiano i figli, che li puniscono più severamente quando sono sotto stress. Oppure che tirano loro i capelli o le orecchie. Quando questi comportamenti sono presenti, il rischio aumenta. Si verifica una sorta di meccanismo di apprendimento per modello. I bambini imitano ciò che vedono. Se notano che i loro genitori risolvono i conflitti con la violenza, è più probabile che imparino a fare lo stesso. La letteratura scientifica parla infatti di un vero e proprio circolo vizioso della violenza familiare. La violenza viene mostrata, appresa e, almeno in parte, riprodotta dai bambini”.

Le strategie per allentare la tensione

Nonostante i numeri, non si tratta di una battaglia persa. Ma occorre, da parte dei genitori, consapevolezza e conoscenza: “Esistono strategie per allentare la tensione, ad esempio fare una pausa, prendere le distanze e riprendere la discussione solo quando gli animi si sono calmati. Si tratta di metodi importanti da adottare in tali conflitti. In ogni caso, direi che tali ripetuti scoppi di aggressività sono un serio segnale di allarme”, conclude la professoressa Lilly Shanahan.

Non si tratta di criminalizzare i genitori, ma di far passare il principio che l’educazione dei figli non può passare da schiaffi, calci e denigrazione. Un principio che in Svizzera le Camere hanno approvato. Si attende ora l’entrata in vigore della legge che - per gli esperti - darà un importante impulso alla prevenzione e permetterà di rafforzare le offerte a bassa soglia, come i consultori. L’obiettivo è rafforzare le forme di sostegno, consulenza alle famiglie che necessitano un aiuto per superare i conflitti.

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Giovani violenti con i genitori

Telegiornale 04.02.2026, 12:30

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