Pro Solar, WWF Svizzera e Greenpeace hanno consegnato questo lunedì mattina una petizione correlata da 30'000 firme alla Cancelleria federale per chiedere la rinuncia alla corrente proveniente da uranio, carbone e gas. Questo in previsione di un'apertura totale del mercato dell'energia.
La transizione verso quella pulita è in pericolo, sostengono le associazioni ambientaliste in un comunicato. Già oggi arriva in Svizzera oltre il 50% di corrente da carbone, nucleare o centrali a gas. Con l'apertura del mercato questa quota potrebbe aumentare.
Il problema riguarda in particolare il carbone tedesco: a causa della crescita delle energia rinnovabili è diventato praticamente superfluo e si può quindi trovare a prezzi estremamente bassi. L'importazione di questa energia “sporca” mette in pericolo la produzione idroelettrica locale e impedisce lo sviluppo di energie rinnovabili, con un conseguente ritardo per l'abbandono del nucleare, spiegano i promotori.
ATS/Red.MM




