Nel corso dei negoziati per la formazione del nuovo governo di coalizione a guida CDU in Germania i rappresentanti del Partito socialdemocratico si sono detti d’accordo all’apertura di nuove trattative con la Svizzera in vista di un accordo fiscale.
In proposito però Norbert Walter-Borjans, ministro delle finanze della Renania settentrionale-Vestfalia, ha ribadito sulla stampa online la rivendicazione dello scambio automatico di informazioni, così come si sta affermando a livello europeo. “Un nuovo accordo deve essere più giusto e più equo e non deve consentire scappatoie”, ha aggiunto il politico regionale dell’SPD, secondo cui il partito di Angela Merkel dovrà rivedere le sue posizioni sul tema.
La questione era stata evocata da alcuni esponenti democristiani che negli scorsi giorni avevano riproposto l’intesa sottoscritta nel mese di settembre del 2011 con Berna ma poi affossata dal Bundesrat, a maggioranza socialdemocratica, alla fine dell’anno scorso. Essa prevedeva un’imposta liberatoria alla fonte del 21-41% che consentiva di regolarizzare i capitali non dichiarati, detenuti dai contribuenti tedeschi nelle banche elvetiche. Fondi che una volta riemersi sarebbero stati tassati con un’aliquota del 26,37% applicata agli interessi.
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