Svizzera

Semi di anguria contro gli incendi

Una scoperta del Politecnico federale di Zurigo apre la strada a pannelli da costruzione resistenti al fuoco e che potrebbero essere riciclati

  • 50 minuti fa
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Pannelli ignifughi grazie all'anguria

Telegiornale 02.05.2026, 20:00

Di: Telegiornale/SRF/sdr 

La tragedia di Crans-Montana ha riportato l’attenzione su un tema cruciale, quello della scelta dei materiali da costruzione che può fare la differenza nella protezione antincendio. Dal Politecnico federale di Zurigo arriva ora una proposta promettente: pannelli resistenti al fuoco realizzati con la polvere dei semi di anguria.

Mescolata con segatura, urea, struvite e acqua, la polvere dei semi di anguria può diventare la base di un materiale capace di impiegare molto tempo prima di prendere fuoco. Non solo: secondo i ricercatori, il composito può persino spegnersi da solo.

Come funziona?

A spiegare il meccanismo è Ronny Kürsteiner, dottorando al Politecnico di Zurigo. Il comportamento del materiale, riferisce, dipende in parte dalla struvite: quando viene riscaldata, si decompone e libera gas. Questo processo ha un doppio effetto: da un lato sottrae calore, perché la decomposizione stessa ne richiede; dall’altro contribuisce ad allontanare l’ossigeno dalla superficie. In questo modo, spiega Kürsteiner, “si forma uno strato protettivo di gas non infiammabile”.

La scoperta nasce dal lavoro dei ricercatori del Politecnico di Zurigo in collaborazione con i Laboratori federali svizzeri per le scienze e tecnologie dei materiali (EMPA). Il ruolo dei semi di anguria è legato al loro enzima, che permette la cristallizzazione della struvite insieme alla segatura. Per il momento, i cosiddetti pannelli di anguria sono ancora in fase sperimentale, sono stati prodotti e testati soltanto piccoli esemplari. I primi risultati, tuttavia, vengono giudicati molto promettenti.

Un pannello riciclabile

Le prestazioni osservate sarebbero simili a quelle dei pannelli truciolari legati con cemento, materiali che in Svizzera raggiungono la massima classe di protezione antincendio. Ma il nuovo pannello presenta anche un possibile vantaggio ambientale. Come sottolinea ancora Kürsteiner, una volta terminato l’utilizzo del composito, il materiale può essere scomposto: la segatura viene separata dai componenti inorganici e da lì si può produrre qualcosa di nuovo.

La prospettiva interessa anche gli esperti di sicurezza. Isabel Engels, professoressa di protezione antincendio all’Università di Scienze Applicate di Berna, considera la scoperta “un passo avanti significativo” verso materiali da costruzione riciclabili e prodotti utilizzabili in diversi ambiti, comprese le vie di fuga.

Ora il Politecnico federale di Zurigo cerca partner per produrre pannelli di dimensioni maggiori. Kürsteiner preferisce non spingersi troppo oltre sulle future applicazioni nella protezione antincendio, ma alcune possibilità sono già immaginabili. Una, dice, riguarda l’edilizia interna, dove servono pareti divisorie ignifughe.

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