Svizzera

Gaza, anche una quarantina di svizzeri parteciperanno alla Global Sumud Flotilla

Decine di navi salperanno da porti europei nel tentativo di rompere il blocco israeliano e portare aiuti alla Striscia

  • Oggi, 08:30
  • 2 ore fa
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Anche svizzeri nella flottiglia verso Gaza

Telegiornale 30.08.2025, 20:00

  • Keystone
Di: Charlotte Frossard (RTS)/adattamento in italiano: ludoC 

La Global Sumud Flotilla, un’iniziativa internazionale volta a rompere il blocco israeliano di Gaza, si prepara a prendere il mare da oggi, domenica, da diversi porti del Mediterraneo. Vi partecipa anche una delegazione svizzera composta da una quarantina di persone distribuite su cinque imbarcazioni, tre delle quali sono state ribattezzate Heidi, Guglielmo Tell e Henry Dunant. Vi è poi anche la nave “Alfonsina e il mare” (il cui nome è dedicato alla poetessa Alfonsina Storni), il cui responsabile è il ticinese Vanni Bianconi. Lo skipper di quest’ultima imbarcazione sarà un altro ticinese: Fabrizio Ceppi.

I volontari svizzeri hanno profili diversi: operatori sanitari, artisti, attivisti o semplici cittadini, ma anche un candidato al Consiglio di Stato ginevrino e influencer. Tutti sono stati accuratamente selezionati dall’associazione svizzera Waves of Freedom, creata quest’anno per organizzare questa spedizione.

In totale, riporta la RST in un approfondimento sul tema, sono state registrate più di 600 iscrizioni, ma solo coloro che soddisfacevano criteri rigorosi sono stati selezionati: in buona salute, in grado di navigare e potenzialmente in grado di essere incarcerati e quindi temporaneamente privati del loro trattamento medico. Sono stati esclusi anche i profili impulsivi o potenzialmente violenti, poiché la flottiglia vuole essere strettamente pacifica.

Un localizzatore di emergenza su ogni imbarcazione

Prima della partenza, i partecipanti seguiranno alcuni giorni di formazione in Sicilia e in Grecia per prepararsi a tutti gli scenari possibili: attacco con droni, blocco della barca, arresto o persino un arrivo a Gaza, anche se questo è considerato improbabile. L’obiettivo di questa formazione è anche verificare che ognuno possa sopportare la pressione psicologica e le difficili condizioni in mare.

Ogni imbarcazione svizzera sarà dotata di un localizzatore di emergenza, una sorta di pulsante che l’equipaggio potrà attivare per avvisare che la missione è stata interrotta. Ogni nave avrà anche il supporto di un team legale con sede a Ginevra. Sarà inoltre messa a disposizione delle famiglie una linea telefonica attiva 24 ore su 24.

Una spedizione sconsigliata dal DFAE

La delegazione svizzera ha inoltre chiesto la protezione della Confederazione. Contattato dalla RTS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha indicato di non commentare questo tipo di iniziative provenienti da gruppi privati. Ricorda inoltre che chiunque si rechi nei territori palestinesi occupati lo fa sotto la propria responsabilità.

Le imbarcazioni svizzere lasceranno la Sicilia dal 4 settembre, poi la Grecia il 6 e 7 settembre, unendosi così alla flottiglia internazionale che parte da questa domenica con a bordo, tra gli altri, l’attivista ambientalista svedese Greta Thunberg e la politica portoghese Mariana Mortágua.

La “Flotilla” sarà composta da decine di imbarcazioni che, dirette verso il territorio palestinese, cercheranno di “arrivare a Gaza, consegnare aiuti umanitari, annunciare l’apertura di un corridoio umanitario e poi portare più aiuti, e così rompere definitivamente il blocco illegale e disumano di Israele su Gaza”, ha annunciato sabato Greta Thunberg in un’intervista.

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