Nella basilica di Valère, a Sion, vive ancora oggi un suono che ha attraversato quasi sei secoli di storia. È quello dell’organo a canne più antico del mondo ancora funzionante, costruito nel 1435. Un patrimonio unico di musica e spiritualità, custodito e suonato da Edmond Voeffray.
Ai microfoni del Telegiornale, Voeffray racconta: “In effetti lo strumento ha oltre 600 anni, ma a suonarlo ci si abitua: lo faccio da più di 20 anni”.
Un patrimonio diffuso
Nel solo cantone Vallese si contano circa 250 organi, molti dei quali di grande valore storico. Voeffray ha voluto raccontare questa ricchezza in un libro scritto insieme a Cyrille Fauchère, dedicato agli organi storici della regione. Il volume è stato accolto con entusiasmo anche dalla conservatrice cantonale dei monumenti storici, Maria Portmann, la quale ricorda come “musica e religione non sempre sono andate d’accordo”.
Tra liturgia e riforma
La storia dell’organo di Valère si intreccia con quella della liturgia e della Riforma protestante. Voeffray spiega che “nella liturgia lo spazio è del canto, non della musica strumentale”. La costruzione dell’organo precede di poco la Riforma, che ne ostacolò la diffusione, considerandolo un simbolo di lusso ecclesiastico.
Con il tempo, però, l’organo è tornato protagonista nelle chiese, fino a diventare lo strumento prediletto di Johann Sebastian Bach, che Voeffray definisce “il più grande organista di sempre”.