Sedici anni di carcere: è la pena che è stata inflitta dal tribunale distrettuale di Bucheggberg-Wasseramt (SO) oggi, venerdì, alla 41enne ticinese che a inizio 2021, nella località di Gerlafingen, uccise a coltellate due delle sue tre figlie.
Le bimbe, che avevano 7 e 8 anni, vennero da lei colpite al cuore con un coltello da cucina mentre erano a letto. Una terza figlia, 12enne e concepita con un altro uomo, venne invece risparmiata.
Il Ministero pubblico aveva richiesto l’ergastolo, mentre la difesa aveva invece domandato una pena massima di 13 anni. Secondo l’accusa, l’obiettivo della donna era di infliggere il massimo dolore possibile al marito, padre delle due figlie uccise: la coppia si era separata qualche mese prima delle uccisioni e l’uomo aveva chiesto il divorzio.
La corte ha anche riconosciuto la donna colpevole di calunnia nei confronti del marito. La donna aveva dichiarato che intendeva suicidarsi e che non voleva lasciare le due bimbe al marito, che lei considerava come un pericolo. In base ad una perizia psichiatrica, la donna è affetta da disturbi della personalità.
RG 12.30 del 12.04.2024 - Il servizio di Anna Maria Nunzi
RSI Info 12.04.2024, 12:39
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SEIDISERA del 09.04.2024 Gerlafingen
RSI Info 09.04.2024, 19:19
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Gerlafingen, le vittime erano ticinesi
Telegiornale 18.01.2021, 13:30







