La maggior parte dei Cantoni svizzeri ha chiuso il 2025 con i propri conti in attivo. Su 26 Cantoni 20 registrano un avanzo, 4 sono in deficit, mentre Ticino e Sciaffusa non hanno ancora pubblicato le loro cifre. Nonostante questo, i governi cantonali intendono proseguire con una gestione rigorosa delle finanze pubbliche, per affrontare le sfide future senza dipendere troppo da entrate considerate eccezionali o difficilmente prevedibili.
Berna il più florido, Grigioni e Vaud in rosso
Il miglior risultato spetta al Canton Berna, che registra un avanzo di 873 milioni di franchi, pari a 631 milioni in più del previsto. Sul fronte opposto, il disavanzo più marcato è quello dei Grigioni, che chiudono con un deficit di 218,5 milioni di franchi, che le autorità cantonali spiegano con l’avvio di un fondo climatico, sgravi fiscali e un rallentamento delle entrate rispetto alla crescita delle spese.
In Svizzera romanda, l’unico Cantone in rosso è Vaud, con un deficit di 156 milioni, comunque inferiore a quello messo a preventivo. La presidente del Consiglio di Stato Christelle Luisier richiama però il peso di “entrate aleatorie”, come la distribuzione degli utili della Banca nazionale svizzera (BNS) e il buon andamento delle imprese del Cantone.
BNS e maggiori entrate fiscali dietro i risultati migliori del previsto
Diversi Cantoni hanno chiuso meglio del previsto, tra cui San Gallo che registra un utile di 10,2 milioni dopo aver preventivato un deficit ed essere finito in rosso nel 2024.
Differenze che spesso sono dovute a “entrate supplementari difficilmente prevedibili al momento della stesura del preventivo”, come dichiarato da Ernst Stocker, presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze. Tra queste figura in particolare la distribuzione della BNS, che dopo due anni di stop è tornata nel 2025 a versare dividendi a Cantoni e Confederazione. La banca centrale ha inoltre riversato circa 2 miliardi di franchi legati al controvalore di vecchie banconote non cambiate.
A ciò si aggiungono maggiori entrate fiscali e, in alcuni casi, una buona tenuta delle uscite.
La prudenza resta la parola d’ordine
Nonostante i risultati positivi, diversi Cantoni prediligono la cautela in vista del futuro. A Ginevra, ad esempio, il governo cantonale invita a non considerare l’eccedenza come un dato acquisito, ma come un effetto favorevole. Toni simili anche a Neuchâtel e nel Giura, dove a preoccupare sono le incertezze economiche e geopolitiche, così come il possibile impatto dei dazi americani già nel 2026. In Vallese, invece, si mette in evidenza la solidità delle finanze cantonali, mentre a Friburgo i buoni risultati permettono di rafforzare gli accantonamenti in vista del risanamento dell’Ospedale friburghese.

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Notiziario 03.04.2026, 11:00
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