Le vendite di apparecchiature elettroniche aumentano a fine anno. Tuttavia, secondo Solidar Suisse, le persone che li producono spesso lavorano fino allo sfinimento e per salari da miseria. L’ONG critica i rivenditori svizzeri che li commercializzano poiché non fanno nulla per risolvere il problema.
Secondo un rapporto pubblicato venerdì da Solidar Suisse, una famiglia svizzera spende quasi 1’100 franchi all’anno in dispositivi elettronici. Quando escono nuovi dispositivi e si avvicinano gli eventi commerciali globali, gli ordini delle mega-fabbriche aumentano.
Un’inchiesta condotta da China Labor Watch su richiesta di Solidar Suisse ha evidenziato come nelle fabbriche cinesi che producono per marchi famosi come Apple, Lenovo, HP e altri, gli abusi siano ancora numerosi. Sebbene molti di questi abusi, come gli straordinari eccessivi e i salari miserabili, siano ben noti, il rapporto rileva che ad oggi poco è cambiato. Ciò che è mutato è che le fabbriche ora assumono la maggior parte del personale su base temporanea.
In pratica, la forza lavoro viene attirata con alti bonus per orari di lavoro esorbitanti, per poi essere licenziata non appena gli ordini dei marchi diminuiscono. Anche il lavoro sottopagato è molto diffuso. Spesso i contributi sociali non vengono versati al personale temporaneo e capita che le agenzie di reclutamento decidano di privarli dei loro bonus.
Notiziario delle 11.00 del 10.11.23





