Un drappello militare proteggerà l’ambasciata svizzera a Tripoli ancora almeno per due anni, fino al gennaio 2016. Il Consiglio degli Stati, come il Nazionale in precedenza, ne ha prolungato il mandato per la terza volta. A favore hanno votato 37 parlamentari, contro nessuno. “La sicurezza locale non è sufficiente”, ha argomentato Didier Burkhalter.
Il costo dell’operazione è stimato in 1,935 milioni di franchi (salari esclusi). Un numero imprecisato di soldati elvetici (appartenenti al distaccamento di esplorazione 10 e alla polizia militare) si trova in Libia dalla metà di gennaio del 2012. Si dovrebbe trattare di poche decine di uomini, che avevano sostituito i mercenari della società Aegis in servizio dall’ottobre precedente.
La presenza di una rappresentanza diplomatica nel paese nordafricano è ritenuta importante dal Governo e dalla Camera alta, per la sua funzione di “ponte” fra due continenti. Oltre alle questioni migratorie (due terzi dei richiedenti l’asilo africani passa per la Libia), a Berna interessa anche partecipare al processo di stabilizzazione e approfondire le relazioni economiche. La quota di Tripoli nelle importazioni di petrolio in Svizzera è in continua crescita.
ATS/pon



