Il Consiglio federale ritiene improbabile che i cantoni sfavoriti dagli accordi sull’imposizione dei lavoratori frontalieri in Svizzera possano in futuro beneficiare di una compensazione.
Questa, in sintesi, è la posizione espressa in un rapporto pubblicato venerdì, in risposta a un postulato del 2011 dall’allora consigliere nazionale Meinrado Robbiani. L’esponente PPD sottolineava le diversità, anche rilevanti, delle percentuali di ristorno fissate dai diversi accordi sui ristorni e chiedeva al Governo di analizzare e valutare eventuali adeguamenti. Partendo dal presupposto che non è possibile confrontare tra loro le varie soluzioni che la Confederazione ha adottato, il Consiglio federale ritiene che non è possibile valutare quali cantoni siano svantaggiati.
Per il Ticino, che riversa all'Italia il 38,8% delle imposte pagate dai frontalieri, il Governo sottolinea che “in occasione delle future negoziazione per la revisione delle Convenzioni per evitare la doppia imposizione, si potrebbe prendere in considerazione di ridiscutere la questione della reciprocità in materia di imposizione dei lavoratori frontalieri”, che attualmente non esiste. In conclusione, il Governo non esclude che, qualora le condizioni quadro dovessero cambiare, le convenzioni possano essere aggiornate.
ATS/bin
Gallery image - Il Consiglio federale frena sui ristorni











