"Il PLR sostiene Ignazio Cassis ed è al cento per cento con lui". Così la presidente del partito Petra Gössi reagisce di fronte alle numerose critiche che da settimane sono rivolte da più parti al Consigliere federale ticinese, con polemiche dentro e fuori il Dipartimento degli affari esteri.
Da settimane i giornali parlano di ambasciatori con prestigiose carriere diplomatiche messi da parte. Il caso più discusso è quello della missione Svizzera all'UE. Cassis sarebbe inoltre troppo pro-Israele per la neutrale Svizzera. Infine, più in generale, gli si rimprovera mancanza di una linea chiara in politica estera.
"È un consigliere federale borghese e agisce come tale, cosa che naturalmente non piace a molti" dichiara Gössi alla RSI. "Ha riposizionato il Dipartimento degli esteri, ci sono stati dei cambiamenti. Ha per esempio criticato le ONG perché talvolta hanno usato soldi dei contribuenti per delle campagne di votazione. Alle ONG ovviamente non piace, ma Cassis fa ciò per cui è stato eletto. In questo momento è al centro di una campagna mediatica, che condanno".
Le critiche però negli ultimi tempi non giungono solo da sinistra, Cassis sembra non fare l'unanimità nemmeno nel centro-destra, ad esempio sulla gestione dell'accordo quadro. "In politica estera ci sono interessi diversi in tutti i partiti, tutte queste critiche mostrano che Cassis sta cambiando delle cose" chiosa Petra Gössi.
RG 12.30 del 02.02.2021 L'analisi di Alan Crameri
RSI Info 02.02.2021, 13:42
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Non solo campagna mediatica
"La sfida sta nel distinguere gli attacchi strumentali da quelli sostanziali, o meglio individuare il nocciolo di critica giustificata anche negli attacchi di avversari che vogliono semplicemente indebolire Cassis o il PLR", spiega Alan Crameri, responsabile della redazione nazionale RSI. "Qualcosa è andato storto con l'agenzia dell'ONU dei palestinesi, che il ministro degli esteri ha attaccato in passato, con una dichiarazione non concordata a livello diplomatico. Cassis poi non ha certo difeso il direttore dell'agenzia, lo svizzero Pierre Krähenbühl, costretto a dimettersi per complesse dinamiche internazionali all'interno dell'ONU e poi scagionato dalle accuse più gravi. C'è anche la politica europea: nella fase calda e finale sull'accordo quadro il Dipartimento affari esteri ha cambiato capo negoziatore a Bruxelles e nominato una nuova segretaria di Stato. Quindi pare semplicistico ridurre le critiche a Cassis a semplice campagna mediatica", afferma Crameri. Quanto all'organizzazione del DFAE, "chi è in governo deve circondarsi di stretti collaboratori che gli permettono di anticipare i problemi gravi, e qui da più parti si sente che Ignazio Cassis dovrebbe rivalutare alcuni funzionari chiave nel suo dipartimento, a partire dal segretario generale Markus Seiler".
Sullo sfondo ci sono anche le prossime elezioni federali. Il secondo seggio in Governo PLR potrebbe essere messo in discussione e interessa al centro, ma anche a sinistra. E a traballare in questo momento sarebbe quello di Ignazio Cassis e non certo quello di Karin Keller Sutter...
Uno scenario non condiviso da Petra Gössi, per la quale prima di tutto bisogna vedere cosa accadrà alle elezioni e poi in caso di cambiamenti in Governo si porrà la domanda se attaccare il seggio ticinese o quello di una donna. Una cosa è certa, il 2023 è ancora lontano, ma a Palazzo si respira già un certo nervosismo da campagna elettorale.






