La scelta di prestare servizio civile invece che militare non deve essere libera, nel rispetto di quanto prevede la Costituzione, ma limitata ai casi di conflitto di coscienza. Questo secondo il Consiglio federale, che ha lanciato giovedì la campagna in vista della votazione del 14 giugno. La riforma approvata dalle Camere lo scorso anno è stata infatti contestata tramite referendum dai Giovani Verdi e dalla Federazione svizzera per il servizio civile, sostenuti da una trentina di organizzazioni .
Secondo il consigliere federale Guy Parmelin, presentatosi davanti ai media per difendere le modifiche adottate, le richieste di svolgere servizio civile sono ad alti livelli costantemente dal 2009 (7’211 nel 2025, 60’000 persone attualmente soggette all’obbligo) e questo mette in pericolo la garanzia di sufficienti effettivi per l’esercito.
Il Governo ritiene problematico in particolare le ammissioni di chi ha già svolto la scuola reclute e di specialisti e quadri militari. Sono sei le novità oggetto della chiamata alle urne: chi ha già prestato una parte significativa del suo servizio militare, dovrà comunque garantire 150 giorni di servizio civile. Non sarà più ammesso chi ha concluso i giorni di servizio (che così eluderebbe l’obbligo del tiro annuale), il servizio civile avrà la medesima cadenza di quello militare (ogni anno a partire dall’ammissione), il fattore 1,5 (giorni) sarà applicato anche a sottufficiali e ufficiali. Chi fa domanda durante la scuola reclute dovrà svolgere l’impiego più lungo già l’anno seguente e si metterà fine agli impieghi che richiedono studi di medicina umana, odontoiatria e veterinaria. L’obiettivo è quello di ridurre il numero delle ammissioni a 4’000 l’anno.
Gli argomenti dei referendisti
Secondo il comitato referendario, la revisione danneggia la società senza tuttavia rafforzare l’esercito e provoca una riduzione massiccia del numero di persone che prestano servizio civile: i civilisti verrebbero così a mancare laddove se ne ha più bisogno. Il comitato ritiene inoltre che l’esercito non trarrebbe beneficio dalla loro diminuzione, e che molti di coloro che verranno dissuasi dal prestare servizio civile si faranno esentare dal servizio militare per motivi medici. È infine dell’opinione che la modifica di legge andrebbe a scapito della coesione sociale, dell’ambiente e della sicurezza della Svizzera.
Notiziario delle 16.00 del 26.03.2026












