Svizzera

Il sindaco di Crans-Montana attacca l’Ufficio antincendio

Ecco cosa ha detto Nicolas Féraud durante il lungo interrogatorio di una settimana fa: “L’Ufficio era certamente a conoscenza della mancanza di controlli in generale nel Cantone”

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Il sindaco di Crans-Montana è stato interrogato lo scorso 13 aprile

Il sindaco di Crans-Montana è stato interrogato lo scorso 13 aprile

Di: Fabiano Citroni, cellula d’inchiesta RTS - Spi, adattamento in italiano

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha attaccato duramente l’Ufficio cantonale antincendio (Office cantonal du feu - OCF) durante il lungo interrogatorio cui è stato sottoposto lo scorso lunedì, 13 aprile. Lo rivela il sito della RTS.

La sua audizione davanti ai procuratori che indagano sulla tragedia del Constellation è iniziata alle 9 e si è conclusa dodici ore dopo. La cellula d’inchiesta della RTS ha potuto consultare il verbale del suo interrogatorio. Féraud, che è tra gli indagati, ha affermato che l’autorità comunale ha agito correttamente, ma ha denunciato la mancanza di vigilanza dell’OCF per quanto riguarda i controlli di sicurezza negli edifici pubblici.

Per comprendere appieno le accuse mosse da Nicolas Féraud, occorre ricordare che, secondo la legge vallesana, i locali pubblici devono essere controllati ogni anno.

“L’OCF sapeva certamente della mancanza di controlli”

Eppure, il bar Le Constellation, dove si è consumata la tragedia, non è stato sottoposto a un solo controllo di sicurezza dal 2019. Queste mancanze sono oggetto di numerose domande poste dalle tre procuratrici che conducono gli interrogatori, ma anche dagli avvocati presenti in aula.

“L’Ufficio cantonale antincendio era l’organo di controllo superiore, quindi immagino che dovesse assicurarsi che quanto richiesto ai comuni fosse fatto”, ha dichiarato Nicolas Féraud agli inquirenti.

Secondo lui, l’OCF doveva sicuramente sapere che gli esercizi pubblici del cantone non erano sufficientemente controllati. “Erano certamente a conoscenza della mancanza di controlli in generale nel cantone, poiché ci sono almeno 3’500 esercizi pubblici e l’OCF non doveva ricevere nemmeno un terzo dei rapporti dei controlli annuali di questi esercizi”, afferma.

Altre stoccate del sindaco

Dall’interrogatorio è emerso che, secondo il sindaco, i rapporti tra Crans-Montana e l’Ufficio “non erano proprio buoni”. “Ogni anno inviavamo all’OCF i rapporti redatti annualmente dal responsabile della sicurezza sin dal suo arrivo. Non abbiamo mai ricevuto dall’OCF alcuna conferma di ricezione o osservazione”.

Nicolas Féraud definisce quindi “praticamente inesistente” il coinvolgimento dell’ufficio nei compiti relativi alla sicurezza antincendio dei comuni. A sostegno di quanto affermato, spiega che nei giorni successivi alla tragedia, il consigliere di Stato Stéphane Ganzer, a capo del Dipartimento della sicurezza, ha inviato un’email ai Comuni per ricordare che l’OCF era a disposizione per assisterli.

“Per coinvolgerli è intervenuto il nostro avvocato”

Ma secondo quanto riferito da Féraud, non è proprio quello che è successo. “Qualche tempo dopo, abbiamo dovuto rivolgerci a loro per chiudere un hotel che era stato controllato l’estate scorsa. Inizialmente ci hanno risposto di passare dal Servizio cantonale delle costruzioni, che sarebbe stato più rapido ed efficace. Abbiamo dovuto far intervenire il nostro avvocato affinché l’OCF si degnasse di venire sul posto e analizzasse con i nostri servizi la chiusura di quell’hotel”.

Pur essendo molto critico nei confronti del Canton Vallese, Nicolas Féraud non ritiene tuttavia che la tragedia avrebbe potuto essere evitata con un maggior numero di controlli periodici negli esercizi pubblici. Ricorda che gli addetti alla sicurezza non avevano il compito di controllare materiali come la schiuma che ha preso fuoco.

Su richiesta del Cantone, da quando è avvenuta la tragedia del 1° gennaio, effettuano ora anche questo tipo di controlli.

“Chiedo perdono alle famiglie”

Al termine della sua audizione, Nicolas Féraud ha voluto parlare delle famiglie colpite dalla tragedia. “Ci sono 41 famiglie che hanno perso una persona cara. Ci sono 115 persone gravemente ustionate. Non ho parole per queste persone, per il dolore di queste famiglie che hanno perso una persona cara, per la sofferenza di questi innumerevoli grandi ustionati. Sono segnato a vita da questa tragedia inimmaginabile. Chiedo perdono a tutte queste famiglie”, ha detto alle procuratrici.

Il sindaco ha aggiunto che, in qualità di primo cittadino del comune, si assume “ovviamente questa responsabilità morale con grande serietà (…) Non credo di aver commesso alcun errore, sinceramente non ero a conoscenza di queste mancanze”.

Nicolas Féraud ha affermato inoltre di aver ricevuto una decina di minacce di morte dirette contro di lui. “Anche mia moglie e mia figlia sono state prese di mira. Sono 103 giorni che viviamo nell’oscurità e barricati in casa”.

“Eravamo orgogliosi del nostro Servizio di sicurezza”

Alla domanda se il Comune di Crans-Montana ha fornito al proprio Servizio di sicurezza pubblica i mezzi per lavorare correttamente e rispettare la legge effettuando controlli annuali negli esercizi pubblici, il sindaco ha risposto affermativamente. Di fronte alle procuratrici, Féraud ha ripetuto più volte che il Municipio ha sempre “seguito alla lettera” le richieste di personale formulate dall’ex responsabile del Servizio di sicurezza pubblica del comune, in carica dal 2017 al 2024.

Per quanto riguarda il nuovo responsabile, entrato in carica nel maggio 2024, “non ci ha mai chiesto personale aggiuntivo”. Nicolas Féraud ha sottolineato che le ultime richieste di personale supplementare risalgono al 2021. “Per noi, membri del Municipio era chiaro che dal 2022 al 2026 i controlli erano garantiti. Eravamo orgogliosi del nostro Servizio di sicurezza, che veniva citato dagli altri comuni”.

Il responsabile della sicurezza: “Non tutti disposti a investire”

Non è esattamente ciò che emerge dall’audizione di Kevin Barras, municipale responsabile della sicurezza dal 2021 alla fine del 2024. La RTS ha potuto consultare il verbale della sua audizione, tenutasi il 15 aprile, due giorni dopo quella di Féraud. Kevin Barras lascia intendere di aver dovuto lottare per potenziare il Servizio di sicurezza pubblica. “Quando si parla di sicurezza, è sempre complicato far approvare posti aggiuntivi. Perché, quando si tratta di sicurezza, non tutti sono disposti a investire denaro.”

Barras ha affermato che il servizio è passato da 1 a 5 persone tra il 2017 e il 2024, e che sia l’ex responsabile della sicurezza che lui stesso ritenevano che fosse sufficiente per effettuare i controlli imposti dalla legge.

In realtà, in media tre controlli su quattro non venivano effettuati. Gli inquirenti gli hanno chiesto quindi chi fosse responsabile dell’applicazione della legge in relazione ai controlli periodici all’interno del comune. Risposta di Barras: «Il capo del servizio con i suoi addetti alla sicurezza. La responsabilità ricadeva anche su di me».

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Crans-Montana: l'interrogatorio del sindaco

Telegiornale 13.04.2026, 20:00

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