Svizzera

L’USS minaccia il referendum sui salari minimi

L’Unione sindacale si oppone alla riforma che permetterebbe di aggirare i minimi cantonali tramite i contratti collettivi - Votazione finale in Parlamento il 19 giugno

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Il presidente dell'USS Pierre-Yves Maillard

Il presidente dell'USS Pierre-Yves Maillard

  • Keystone
Di: ATS/Diem 

L’Unione sindacale svizzera venerdì ha lanciato un ultimatum al Parlamento. Se verrà autorizzato l’aggiramento dei salari minimi cantonali e comunali tramite i contratti collettivi di lavoro, l’organizzazione ricorrerà al referendum. La decisione è stata presa all’unanimità durante l’assemblea dei delegati riunita a Berna.

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Foto d'archivio

I CCL prevarranno sui salari minimi cantonali

SEIDISERA 01.06.2026, 18:00

  • Ti Press

La difesa dei salari minimi

Per l’USS i salari minimi rappresentano “il frutto di decisioni democratiche” e devono essere protetti. Il sindacato teme che una riforma in questa direzione indebolisca i lavoratori a basso reddito in diversi settori. Tra le categorie a rischio vengono citati i dipendenti dell’alberghiero-ristorazione, i saloni di parrucchiere, i panifici e le macellerie, dove molti faticano già a coprire i bisogni primari.

Nella risoluzione votata, l’USS mette in guardia dall’erosione del potere d’acquisto. Per molti lavoratori e lavoratrici i salari reali sono fermi dal 2016, nonostante la buona performance economica. Con un’inflazione prevista tra l’1 e l’1,5%, il sindacato ritiene che i recenti aumenti salariali siano già stati assorbiti dal rincaro e chiede una “vera e propria offensiva salariale” per le prossime trattative.

I delegati hanno ribadito diverse richieste, tra cui otto settimane di vacanza per gli apprendisti e un’attuazione rafforzata dell’iniziativa sulle cure infermieristiche, con effettivi adeguati ai bisogni e maggiore finanziamento pubblico del sistema sanitario.

Contro le molestie sul lavoro

L’USS chiede inoltre la rapida ratifica delle convenzioni 190 e 191 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) per rafforzare la protezione contro violenza e molestie. Il sindacato sottolinea che una donna attiva su due subisce molestie sessuali durante la carriera professionale, con giovani donne, apprendisti e persone con impiego precario particolarmente colpiti.

Anche questa sollecitazione è indirizzata particolarmente alle Camere federali. Proprio oggi, venerdì, il Consiglio federale ha infatti licenziato il messaggio che propone la ratifica di entrambe le convenzioni.

Legato all’RG 12.30 del 05.06.26

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