Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, è stato interrogato oggi per la prima volta dalla procura vallesana in relazione al tragico incendio di Capodanno nel discobar “Le Constellation”. Si tratta dell’ottavo dei nove indagati ascoltati in questo caso.
“Questa audizione significa che ci sono voluti tre mesi e dieci giorni perché il sindaco fosse ascoltato in qualità di indagato, nonostante avesse ammesso già il 6 gennaio gravi mancanze”, ha dichiarato a Keystone-ATS Sébastien Fanti, avvocato vallesano che rappresenta diverse vittime. “Per le famiglie, la parola che viene in mente è ‘finalmente’”.
Nicolas Féraud è arrivato questa mattina verso le 08:30 nel campus Energypolis a Sion, dove si tengono gli interrogatori da parte del gruppo di procuratrici che conducono l’inchiesta. Ad attendere l’arrivo del politico del PLR, che era accompagnato dal suo avvocato Christian Delaloye, c’era una folla di giornalisti, fotografi e cameraman.
Féraud ha scelto di entrare da una delle numerose porte laterali che conducono all’aula. Assieme agli altri otto indagati, tra cui figurano i proprietari del bar, il sindaco di Crans-Montana è accusato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.
All’audizione, considerata uno dei momenti decisivi delle indagini, hanno partecipato oltre alla procuratrice generale aggiunta Catherine Seppey, titolare del fascicolo, anche una settantina di avvocati delle parti civili.
“Non sapevo che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali, a causa della carenza di personale. Nessuno me l’aveva detto prima della tragedia”, ha dichiarato Féraud durante l’interrogatorio, riporta l’agenzia ANSA. “Eravamo convinti che tutto funzionasse bene, siamo sempre stati orgogliosi del nostro servizio di sicurezza, citato anche come esempio nel Cantone”, ha aggiunto il primo cittadino cui la procura ha disposto il sequestro del telefonino.
Possibili accuse contro dei funzionari cantonali
Anche dei funzionari cantonali, secondo RTS, potrebbero essere incriminati. Secondo diverse testate giornalistiche, un parente di una delle vittime ha sporto denuncia penale contro tre funzionari statali per negligenza nell’adempimento del loro dovere di diligenza.
“La sicurezza antincendio è responsabilità del comune. Tuttavia, la sicurezza di alto livello è responsabilità del cantone. Pertanto, dobbiamo valutare in che misura anche il cantone sia coinvolto”, spiega Véronique Fontana, avvocata iscritta all’albo di Losanna e specializzata in diritto penale, ospite del programma Forum.
La giustizia francese ha rifiutato il sequestro dei beni dei Moretti
La giustizia francese ha rifiutato di eseguire una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale dalla Svizzera che chiedeva il sequestro dei beni dei proprietari del bar “Le Constellation” a Crans-Montana. La decisione, riferisce l’AFP, si basa sul fatto che i beni immobiliari in questione non sono direttamente collegati all’infrazione.
Il giudice istruttore del tribunale di Grasse (Alpi Marittime) ha rifiutato “l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria proveniente dalle autorità giudiziarie svizzere, datata 14 gennaio 2026 e riguardante Jacques Moretti e Jessica Maric coniugata Moretti”. L’ordinanza di rifiuto, datata 27 febbraio, precisa che le richieste di assistenza giudiziaria internazionale relative a beni non direttamente o indirettamente collegati all’infrazione non sono possibili in Francia su richiesta di autorità straniere non appartenenti all’Unione europea, in assenza di una convenzione internazionale che lo preveda specificamente.
Le autorità giudiziarie svizzere avevano richiesto il sequestro di due proprietà immobiliari situate a Cannes (Alpi Marittime) e a Sari-Solenzara (Corsica), nonché il sequestro dei saldi dei conti bancari aperti in vari istituti bancari e di un’assicurazione sulla vita appartenenti a Jessica e Jacques Moretti.
Il giudice ha concluso che il sequestro previsto riguarderebbe beni non collegati alle infrazioni perseguite e che lo scopo dei sequestri sarebbe quello di garantire il pagamento delle spese procedurali, delle sanzioni pecuniarie, delle multe e degli indennizzi conformemente al diritto svizzero, su elementi del patrimonio delle persone perseguite che non sono stati né il prodotto, né l’oggetto, né lo strumento dei reati di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali gravi colpose. Per questi motivi, è stato ritenuto opportuno rifiutare l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria.
Jacques Moretti, cittadino francese e comproprietario con la moglie Jessica del bar “Le Constellation”, è il principale indagato nell’inchiesta.
“Flashover” mortale
Il 6 gennaio Féraud aveva rivelato che nel locale non era stato effettuato alcun controllo di sicurezza dal 2019. L’indagine mira a determinare le circostanze esatte dell’incendio, il rispetto delle normative da parte dei proprietari e l’eventuale responsabilità penale delle autorità locali.
La tragedia di Capodanno a Crans-Montana ha causato 41 morti e 115 feriti, un terzo dei quali è ancora ricoverato in ospedale. Solo otto persone sono riuscite a uscire illese dal luogo dell’incidente, secondo l’indagine della polizia cantonale vallesana.
L’intera sequenza degli eventi, dal momento in cui ha preso fuoco il materiale fonoassorbente in gommapiuma sul soffitto del seminterrato fino al fenomeno di propagazione istantanea delle fiamme, il cosiddetto “flashover”, è durata poco più di un minuto e mezzo.

Il sindaco di Crans-Montana dal Ministero pubblico
Telegiornale 13.04.2026, 12:30








