La Confederazione, proprio mentre si discute a tutti i livelli su come applicare le direttive imposte dall'accettazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, s'è rivelata essere meta meno ambita del previsto in questi primi mesi dell'anno.
Stando alle cifre fornite venerdì da Berna, in gennaio e febbraio ci sono stati meno arrivi e più partenze di stranieri, facendo il confronto con i primi due mesi del 2015. Nel periodo preso in considerazione, hanno depositato i loro documenti 18'251 persone (19'089) e 12'527 (10'319) sono partite per altri lidi, con un saldo positivo di 5'724 (8'770).
Per Daniel Lampart, economista presso l'Unione sindacale svizzera, forza del franco, riduzione del bisogno di manodopera e miglioramento delle condizioni d'impiego in patria (come succede in Germania), spiegano quest'evoluzione.
ATS/dg






