VOTAZIONI DELL’8 MARZO

Imposizione individuale alla prova delle urne

I contenuti della nuova legge federale e i punti salienti nel dibattito fra favorevoli e contrari

  • 2 febbraio, 16:20
  • Un'ora fa
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Di: ARi 

L’imposizione individuale, dopo anni di discussioni, passa all’esame del corpo elettorale per le votazioni dell’8 marzo,. La legge in questione, approvata dalle Camere lo scorso anno, rappresenta un controprogetto indiretto ad un’iniziativa presentata nel 2021. Il passaggio alle urne fa seguito alla riuscita di due referendum, uno dei quali promosso da una decina di cantoni.

La normativa prende le mosse dal dibattito legato alla cosiddetta penalizzazione fiscale del matrimonio. Attualmente in Svizzera le coppie sposate sono tassate congiuntamente, mentre a quelle non sposate si applica un’imposizione individuale. Penalizzati sono quindi i coniugati che, a parità di condizioni economiche, pagano più imposte rispetto alle coppie non sposate: i loro redditi e le loro sostanze vengono infatti sommati, col risultato di determinare, a causa della progressione, una maggiore aliquota fiscale. L’incidenza può naturalmente variare: gli sposati con redditi simili tendono infatti a pagare più imposte rispetto alle coppie non sposate, ma una situazione inversa si verifica nei casi in cui il reddito fra i due coniugati sia ripartito, invece, in misura disomogenea.

Con la revisione di legge la tassazione non dipenderà più dallo stato civile. Alle coppie sposate e a quelle non sposate si applicherà così lo stesso trattamento. Di conseguenza ogni coniuge sarà chiamato a presentare al fisco una propria dichiarazione. Ciò determinerà diversi cambiamenti: redditi e pensioni tassati individualmente, deduzioni distinte, sostanza e proventi valutati in base ai rapporti di proprietà, iscrizioni al registro fondiario che faranno stato in materia di immobili. E il nuovo regime, se verrà accolto dai votanti, sarà applicato a livello federale, cantonale e comunale. E l’entrata in vigore avverrà al più tardi fra 6 anni.

Imposizione individuale: il video esplicativo

Ma quali saranno gli effetti concreti a livello contributivo? Di un calo della pressione fiscale beneficeranno tendenzialmente i coniugi con redditi individuali simili. Quelli con redditi molto diversi pagherebbero invece di più. Questa situazione si presenta segnatamente in presenza di figli: la normativa quindi, per mitigare questi oneri aggiuntivi, prevede in questi casi un aumento da 6’800 a 12’000 franchi della deduzione per i figli nel quadro dell’imposta federale diretta (IFD). I Cantoni, inoltre, se la legge sarà accolta, saranno tenuti ad adeguare le rispettive disposizioni fiscali.

Circa invece le conseguenze per le casse pubbliche, si avrebbe una riduzione del gettito dell’IFD di circa 630 milioni di franchi all’anno e con un’incidenza nell’ordine di 130 milioni anche sulle finanze cantonali, dal momento che a tale gettito partecipano anche i Cantoni. Negli stessi le amministrazioni fiscali dovranno inoltre occuparsi di quasi un terzo di dichiarazioni in più rispetto ad oggi.

Gli argomenti del “no”

La riforma è presa di mira dagli oppositori sotto più aspetti. I Cantoni referendisti, fra i quali figurano anche San Gallo, Argovia e il Vallese, ravvisano nella legge uno stravolgimento completo del sistema, quando da tempo, sostengono, sono state implementate misure efficaci sul piano cantonale per contrastare la penalizzazione del matrimonio. Inoltre il netto aumento delle dichiarazioni da trattare si tradurrà in maggiori oneri per i Cantoni e i Comuni, quando già le finanze pubbliche si trovano sotto forte pressione.

L’adozione della legge porrebbe in essere nuove disparità, sostengono i contrari, sottolineando, in particolare, i maggiori oneri fiscali che finirebbero a carico dei coniugi con un unico reddito o con redditi molto differenti. Per parte sua la Conferenza dei Governi cantonali (CdC) respinge il progetto, giudicandolo come una soluzione sproporzionata e tale da produrre gravi conseguenze sul piano finanziario e amministrativo.

La posizione del Governo e del Parlamento

Governo e Parlamento ritengono che la normativa sia equilibrata e che implicherà, per la maggior parte dei contribuenti, un’incidenza fiscale minore o invariata. Il progetto, inoltre, potrebbe anche produrre incentivi sul piano occupazionale, visto che sarà sottoposto ad una minore imposta il reddito aggiuntivo che il coniuge con entrate minori realizza aumentando il suo volume d’occupazione.

Questo incremento dell’attività lucrativa rafforza l’autonomia finanziaria di entrambi i coniugi, rafforzando al tempo stesso la loro previdenza per la vecchiaia e la loro sicurezza nell’eventualità di un divorzio.

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Votazioni federali dell'8 marzo: i sondaggi

Telegiornale 30.01.2026, 20:00

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