Cinque persone hanno finora lasciato Ginevra e regione per recarsi nelle aree mediorientali dove sono in corso conflitti e altre quaranta sono state identificate dai servizi di polizia cantonali come potenziali estremisti pronti all'azione e sono tenute sotto sorveglianza.
Tre di quelle partite per la guerra santa sono di nazionalità svizzera, due vivevano nella Confederazione senza permessi, secondo quanto specificato dal consigliere di Stato Pierre Maudet.
Entro la fine dell'anno sarà creata in internet una piattaforma che dovrebbe permettere a familiari e conoscenti di individui radicalizzati di trovare informazioni ed eventualmente sostegno. Parallelamente sarà attivata una linea telefonica con lo stesso scopo.
ATS/dg






