Svizzera

L’uomo che si è immolato a Kerzers: “Disperato, ma non aggressivo”

Testimoni parlano del 65enne che martedì si è dato fuoco su un autopostale, causando la morte sua e quella di altre cinque persone - Il procuratore generale: “Non si può prevenire tutto”

  • Un'ora fa
  • 39 minuti fa
Un autopostale transita davanti al luogo del dramma, dove ora sono state posate candele e fiori

Un autopostale transita davanti al luogo del dramma, dove ora sono state posate candele e fiori

  • Keystone
Di: RTS- Frédéric Boillat/Spi 

Viveva solo ed emarginato nel suo camper l’uomo che martedì si è dato fuoco su un autopostale a Kerzers, causando la morte di sei persone, lui compreso. Lo riporta un servizio della RTS che riprende il Tages-Anzeiger. Il ritratto è quello di un uomo disperato, ma non aggressivo.
Il giornale zurighese pubblica la foto di un camper bianco parcheggiato davanti a una fattoria vicino ad Aarberg, nel Seeland bernese, a una decina di chilometri a nord della località friburghese dove è avvenuta la tragedia. Un veicolo mal tenuto, pieno di rifiuti, bottiglie d’alcol vuote, sacchi della spazzatura pieni.

L’ingiunzione a spostare il suo camper

Ex camionista di nazionalità svizzera, 65 anni, l’uomo viveva lì da quattro anni, dopo aver avuto almeno otto indirizzi diversi negli ultimi vent’anni, ma sempre nella regione.
All’inizio dell’anno tuttavia, il proprietario del terreno ha disdetto il contratto, perché l’inquilino non aveva pagato le spese di parcheggio. Aveva tempo fino a fine marzo per spostare il suo veicolo.

Il Tages-Anzeiger rivela anche che l’uomo era seguito medicalmente per problemi di dipendenza e che il suo stato fisico si era aggravato recentemente: si era recato di propria iniziativa all’ospedale di Aarberg, dopo aver soggiornato volontariamente in un altro istituto. L’altro ieri la polizia cantonale bernese aveva confermato alla RTS di aver ricevuto martedì, alcune ore prima della tragedia, una segnalazione di scomparsa del 65enne da parte dell’ospedale di Aarberg. Nonostante le indagini e le misure di ricerca, non è stato possibile rintracciarlo.

Il curatore era alla ricerca di una sistemazione

Sempre secondo le parole del proprietario del terreno, il 65enne diffidava dello Stato. La sua cassetta delle lettere traboccava di ingiunzioni di pagamento e di convocazioni varie. Era sempre più chiuso in sé stesso, secondo altre testimonianze raccolte dal giornale. Riservato, persino taciturno, ma gentile, si aggiunge. Disperato ma non aggressivo. Beneficiava di un curatore per la gestione delle sue finanze, ma anche per i rapporti con le amministrazioni e le autorità. Un curatore che gli cercava anche un posto in una casa di riposo.

L’uomo lo voleva davvero, lui che parlava del camper come del suo ultimo rifugio? La pressione legata alla ricerca di una nuova abitazione ha giocato un ruolo nel suo gesto? A oggi, non si sa ancora nulla.

Il procuratore generale: “Si tratta di un caso atipico e di un atto isolato”

Intanto, secondo il procuratore generale del Canton Friburgo “è stato fatto tutto il possibile e la prevenzione funziona. Ma non si può prevenire tutto”, sostiene in un’intervista pubblicata venerdì su La Liberté, riportata da ATS-Keystone .

“In questo caso ci troviamo di fronte a un caso atipico e si tratta di un atto isolato”, ha dichiarato Raphaël Bourquin. Quest’ultimo torna sul fatto che l’individuo che si è dato fuoco martedì sera, provocando l’incendio di un autopostale, era ricercato dalla polizia bernese.

“Si tratta di una procedura tra le polizie cantonali e la collaborazione funziona molto bene”, rileva il procuratore generale. “L’individuo in questione non era ricercato da molto tempo. Bisognava diffondere questa informazione oltre i confini? Non ne sono convinto”.

“Sono però convinto - prosegue il procuratore generale - che in seguito a eventi di tale portata, ognuno vigili in modo più intenso sulla propria sicurezza”, prosegue. Oltre a ciò, Bouquin ritiene che non si debbano trarre “conclusioni affrettate” da quanto accaduto.

“Essendo stato identificato l’autore, potremo indagare sulla sua vita, capire meglio cosa lo ha spinto ad agire così e il suo percorso tra la scomparsa e la tragedia”, precisa l’inquirente. “Su questa base, sapremo cosa avremmo potuto fare, o fare meglio”.

immagine
01:30

Kerzers al centro della conferenza annuale della Posta

Telegiornale 12.03.2026, 20:00

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare