Primo giugno 2016, ore 12.00. La galleria di base del San Gottardo è una realtà che diventerà accessibile al pubblico dal prossimo 11 dicembre. La linea che collegherà il mare del Nord (Rotterdam) al Mediterraneo (Genova) ha il suo pezzo forte, il suo tunnel da record . Eppure molto resta ancora da fare. La linea ferroviaria veloce che si affaccerà sui moli di Genova passerà per territori di pianura, nella pancia degli Appennini. Un percorso lungo, spesso non voluto dai paesi attraversati dai binari, ma coccolato dal Governo italiano e ben visto dai sindacati di categoria.
Fino al 2021 ci saranno più cantieri che treni, ma dal 1996 - anno di prima stesura del progetto - centinaia di persone si spendono per la sua realizzazione o la sua bocciatura. Per realizzare questa sinuosa linea ferrata attualmente sono impiegate, in Italia, oltre 1800 persone tra minatori, ingegneri, elettricisti e diverse altre maestranze. Persone che stanno facendo la Storia dell'infrastruttura italiana, uomini e donne che dal 2014 vivono in campi base costruiti ad hoc, a migliaia di chilometri da casa, lavorando 8 ore al giorno per 6 giorni consecutivi. Perché quello che conta è portare l'Italia all'interno del cuore dell'Europa per migliorare la viabilità e soprattutto spingere l'economia dei trasporti a tornare ai tempi pre crisi. Un lavoro che porta sofferenze, ma che vive di passioni. Squadre di 8-10 persone che non abbandonano mai la pancia della montagna nei cantieri del Terzo Valico per scavare, superare diaframmi e congiungere il Piemonte alla Liguria. Così come squadre di 6-8 manovratori che accolgono i treni al porto di Genova e distribuiscono i container nelle stive delle navi. Perchè Alptransit non è solo ferro e velocità, ma sono facce, paure e famiglie.
Laura Fazzini/Red. MM





