La giustizia francese ha rifiutato di eseguire una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale dalla Svizzera che chiedeva il sequestro dei beni dei proprietari del bar “Le Constellation” a Crans-Montana. La decisione, riferisce l’AFP, si basa sul fatto che i beni immobiliari in questione non sono direttamente collegati all’infrazione.
Il giudice istruttore del tribunale di Grasse (Alpi Marittime) ha rifiutato “l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria proveniente dalle autorità giudiziarie svizzere, datata 14 gennaio 2026 e riguardante Jacques Moretti e Jessica Maric coniugata Moretti”. L’ordinanza di rifiuto, datata 27 febbraio, precisa che le richieste di assistenza giudiziaria internazionale relative a beni non direttamente o indirettamente collegati all’infrazione non sono possibili in Francia su richiesta di autorità straniere non appartenenti all’Unione europea, in assenza di una convenzione internazionale che lo preveda specificamente.
Le autorità giudiziarie svizzere avevano richiesto il sequestro di due proprietà immobiliari situate a Cannes (Alpi Marittime) e a Sari-Solenzara (Corsica), nonché il sequestro dei saldi dei conti bancari aperti in vari istituti bancari e di un’assicurazione sulla vita appartenenti a Jessica e Jacques Moretti.
Il giudice ha concluso che il sequestro previsto riguarderebbe beni non collegati alle infrazioni perseguite e che lo scopo dei sequestri sarebbe quello di garantire il pagamento delle spese procedurali, delle sanzioni pecuniarie, delle multe e degli indennizzi conformemente al diritto svizzero, su elementi del patrimonio delle persone perseguite che non sono stati né il prodotto, né l’oggetto, né lo strumento dei reati di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali gravi colpose. Per questi motivi, è stato ritenuto opportuno rifiutare l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria.
Jacques Moretti, cittadino francese e comproprietario con la moglie Jessica del bar “Le Constellation”, è il principale indagato nell’inchiesta sull’incendio del bar che ha causato 41 morti e 115 feriti, molti dei quali stranieri, nella notte di Capodanno. L’inchiesta mira a chiarire le circostanze esatte dell’incendio, il rispetto delle norme di sicurezza da parte dei proprietari e le diverse responsabilità.
Il Comune ha riconosciuto l’assenza di controlli antincendio nel bar dal 2019, sebbene avessero dovuto essere effettuati ogni anno.
Interrogato il sindaco
Stamattina il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud è stato interrogato per la prima volta dalla procura come indagato. L’uomo - che è stato sentito a Sion - è accusato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.

Il sindaco di Crans-Montana dal Ministero pubblico
Telegiornale 13.04.2026, 12:30
Féraud ha dovuto spiegare come sia stato possibile che per sei anni il Comune di Crans-Montana non abbia eseguito i controlli di sicurezza previsti dalla legge al bar “Le Constellation”.
Lui stesso - qualche giorno dopo la tragedia - aveva apertamente parlato di gravi lacune.








