L’ambasciatore israeliano a Berna ha inoltrato martedì una nota di protesta al Dipartimento federale degli affari esteri per l’esposizione "Breaking the silence", che apre giovedì a Zurigo. Lo scrive il portale Watson, che cita il quotidiano Haaretz.
Sotto accusa è il sostegno finanziario fornito alla manifestazione, che prende il nome da un’ONG di soldati israeliani che hanno denunciato crimini di guerra commessi dal loro esercito. Il contributo – scrive Watson – proviene dalla città di Zurigo e dallo stesso dipartimento e non sarebbe tollerabile in quanto va a un evento che "danneggia l’immagine di Isreale all'estero".
"Breaking the silence" respinge l’accusa al mittente e invita le autorità israeliane a visitare l’esposizione. Jean-Marc Crevoisier, portavoce del Dipartimento citato da Haaretz si limita da parte sua a segnalare che la Svizzera si impegna per una pace duratura basata sulla soluzione dei due Stati e una premessa affinché questo si realizzi è che le parti si attengano meglio al diritto internazionale.
PP delle 12.00 del 03.06.15; il servizio di Pierre Ograbek
RSI Info 03.06.2015, 13:56
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RG/SP
Di "Breaking the silence" si parlerà anche in Ticino l'11 giugno, quando in collaborazione con Amnesty International è stata organizzata una serata pubblica con Yehuda Shaul, membro dell'ONG israeliana. Parlerà del suo servizio militare e presenterà le testimonianze di soldati attivi durante l'operazione "Margine di protezione". L'appuntamento è per le 18.30 allo Spazio 1929 in via Ciseri 3 a Lugano.






