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L’Unione svizzera degli imprenditori stila una lista di 400 manager donne disponibili sul mercato

  • 21.04.2015, 19:56
  • 4 maggio, 14:20
Il Consiglio federale punta ad una revisione del diritto societario per garantire una rappresentanza di genere

Il Consiglio federale punta ad una revisione del diritto societario per garantire una rappresentanza di genere

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Più donne nei Consigli di amministrazione: è l’obbiettivo fissato dall’Unione svizzera degli imprenditori (USI), che per raggiungerlo ha stilato un elenco di 400 manager femminili che dispongono delle competenze necessarie. La metà siede già ai piani alti di importanti istituzioni o società e tra loro figura anche Laura Sadis (che nel frattempo ha dato le dimissioni dalla Banca Nazionale Svizzera). Altre 200 sono invece quelle indicate come potenziali amministratrici di società elvetiche: la ticinese Patrizia Pesenti è fra queste.

Secondo l’USI, gli sforzi intrapresi dalle grandi aziende hanno già dato buoni frutti in termine di rappresentanza di genere. I dubbi riguardano la sufficiente disponibilità di dirigenti donne. Da qui l’esigenze della lista pubblicata martedì.

La pubblicazione dell'USI si inserisce in un dibattito più ampio. Nell'ambito della revisione del diritto delle società anonime il Consiglio federale propone di imporre una quota minima pari al 30% per ciascun sesso nei Cda e nelle direzioni delle società quotate in borsa. Se il valore non venisse raggiunto le aziende sarebbero tenute a spiegarne i motivi e ad illustrare le misure pianificate per raggiungere l'obiettivo.

ATS/ludoC

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