Svizzera

Le stazioni di risalita temono un inverno difficile

La scorsa stagione è stata ottima, ma inflazione, riaperture degli impianti in Europa dopo la crisi del Covid e probabile penuria energetica tengono ora sulle spine gli addetti ai lavori

  • 3 settembre 2022, 10:00
  • 6 luglio 2023, 16:06
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Di: ATS/ludoC

Le stazioni sciistiche di buona parte della Svizzera sorridono se pensano alla scorsa stagione – caratterizzata da fatturato e affluenza ottimi (tranne in Ticino, dove si è dovuto fare i conti con una siccità cronica, ndr.), ma sono molto meno tranquille se guardano alla stagione invernale alle porte. L’inflazione e la fine delle restrizioni Covid in Europa – con moltissime stazioni che riapriranno i battenti dopo lo stop dato dalla pandemia – sono infatti possibili bastoni fra le ruote.

L’anno scorso le stazioni complessivamente hanno registrato oltre 25 milioni di giornate-sciatori, il miglior risultato dalla stagione 2012-13 a questa parte, stando al bilancio di Funivie Svizzere. Il giro d’affari è inoltre salito a 828 milioni di franchi, il miglior risultato dal 2010-11.

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Remo Stoffel

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Pochi turisti dai Paesi europei?

Il presidente dell’associazione mantello degli impianti di risalita, Remo Stoffel, prevede però una stagione 2022-23 “difficile”. La Svizzera non avrà infatti più il vantaggio di essere uno dei soli Paesi della regione alpina con i comprensori aperti o accessibile senza restrizioni. Inoltre, l’inflazione galoppante in Europa potrebbe far desistere numerosi turisti dal recarsi nella Confederazione a causa dei prezzi elevati e del calo del loro potere d’acquisto. Tanto più che, è emerso in questi giorni, le stazioni nei Grigioni e anche in Ticino dovrebbero aumentare i prezzi di abbonamenti e giornaliere per far fronte ai rincari generalizzati.

GrigioniSera 19.00 del 29.08.22: il servizio di Patrick Colombo

RSI Ticino e Grigioni 29.08.2022, 21:11

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In compenso, commenta Stoffel sabato sulle colonne dei giornali “Le Nouvelliste” e “La Liberté”, gli svizzeri dovrebbero restare in patria; l'assenza di russi e cinesi avrà invece solo un impatto "trascurabile" sugli affari, commenta. I turisti provenienti da questi due Paesi già per tradizione sono pochi durante l'inverno.

La penuria di energia che si profila per i prossimi mesi obbliga inoltre gli impianti ad adattarsi e, in caso di contingentamenti dovuti alla mancanza di energia elettrica, il settore del tempo libero potrebbe essere uno dei primi a subire eventuali restrizioni.

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