“Non ci piegheremo alla violenza”. L'uomo forte dell'esercito egiziano, il generale Abdel Fattah al-Sissi, ha avvertito che «lo Stato» non intende piegarsi alla violenza
imputata ai Fratelli Musulmani seguaci del deposto presidente Mohamed Morsi.
«Chiunque immagini che la violenza possa piegare lo Stato e gli egiziani dovrà ravvedersi», ha proclamato Sissi secondo una delle frasi attribuitegli nell'ambito di un discorso tenuto oggi. «Noi - ha incalzato - non resteremo mai silenziosi di fronte alla distruzione del Paese».
Intanto domenica si è appreso che è di 79 morti il bilancio degli scontri di ieri. Lo riferisce il governo egiziano citato dall'agenzia di Stato Mena.
Disperso un sit-in
La polizia ha disperso domenica, dopo una sparatoria, un sit-in di dimostranti pro-Morsi radunatisi nella moschea Abu Bakr, a Bab El-Shaariya, un distretto del Cairo. Lo riferisce l'agenzia ufficiale Mena secondo la quale un militare è rimasto ferito nel
conflitto a fuoco e 114 manifestanti - incluse 18 donne - sono stati arrestati per l'asserito possesso di «una pistola».
Red. MM.









