Il Consiglio federale si riunirà oggi, mercoledì, per la prima volta dopo le elezioni federali di domenica scorsa. Per l’occasione la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf potrebbe sciogliere le riserve: l’esponente del PBD si ricandiderà per un terzo mandato o annuncierà il suo ritiro?
Difficile dare una risposta, spiega il corrispondente RSI a Palazzo federale, Johnny Canonica: "Di sicuro Eveline Widmer-Schlumpf starà riflettendo sul risultato uscito dalle urne domenica, e sulle conseguenze per il suo mandato. Rischio di essere smentito nelle prossime ore, ma non credo che oggi ci sarà l’annuncio, la Svizzera non conosce questo genere di dimissioni che invece caratterizzano i sistemi con una maggioranza e un'opposizione, sistemi che prevedono le dimissioni di un ministro o dell'intero Governo nel caso in cui il Parlamento o gli elettori gli tolgono la fiducia".
Un paio di consiglieri federali, ricorda Canonica, in passato hanno gettato la spugna dopo aver subito sconfitte politiche, ma si trattava si sconfitte incassate dal Governo: "Penso in particolare a Otto Stich, contrario per motivi finanziari a un'Alptransit con due gallerie di base - Gottardo e Lötschberg - e a Jospeh Deiss, sconfitto su una questione di "cani pericolosi"; l'ennesima però di una lunga serie, in un Consiglio federale con Christoph Blocher e Hans-Rudolf Merz in cui l'ex magistrato friburghese si era ritrovato spesso in minoranza".






