Svizzera

PLR e nucleare, trovata un'intesa

I delegati approvano la risoluzione “Meno slogan, più elettricità” dopo aver emendato il passaggio controverso – Votazioni: no alla Lex Netflix, sì a Frontex e legge trapianti

  • 12 febbraio 2022, 16:23
  • 23 giugno 2023, 15:34
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Notiziario delle 15.00 del 12.2.2022 - Il PLR riunito a Montreux

RSI Svizzera 12.02.2022, 16:11

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Di: ATS/dielle

Dopo un acceso dibattito sul futuro dell'approvvigionamento energetico, il PLR svizzero ha trovato un compromesso sulla questione dell’energia nucleare. Sabato i delegati riuniti a Montreux hanno approvato a netta maggioranza un documento di risoluzione modificato.

Un passaggio controverso sulla gestione futura delle centrali nucleari è stato infatti cancellato. La frase in questione: "Bisogna creare le condizioni per permettere in particolare le centrali nucleari di nuova generazione”.

L’emendamento, richiesto dalla Conferenza dei Presidenti di Partito, ha scongiurato la minaccia di una scissione nel partito sulla questione nucleare. La proposta originale della direzione del partito aveva infatti scatenato una feroce opposizione interna, specialmente tra le donne liberali.

Il passaggio è stato ora riformulato come segue: "Non ci devono essere divieti legali sulla tecnologia nell'espansione e nella sostituzione degli impianti di produzione interna esistenti, al fine di garantire un mix energetico stabile per le generazioni future. Bisogna quindi creare le condizioni giuridiche affinché, a lungo termine e se necessario, anche una nuova generazione di tecnologia nucleare possa dare il suo contributo a garanzia dell'approvvigionamento, a condizione che la sicurezza possa essere garantita in ogni momento".

Dopo un lungo dibattito, la risoluzione “Meno slogan, più elettricità” è stata quindi approvata con 248 voti a favore, nessun voto contrario e un'astensione. Altri vari piccoli emendamenti presentati sono stati invece respinti.

Delegati del PLR a Montreux

Delegati del PLR a Montreux

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Dopo questo voto, il presidente del partito Thierry Burkart ha ringraziato tutti i delegati per il "dibattito costruttivo". "Oggi abbiamo dimostrato che lavoriamo in modo costruttivo gli uni con gli altri, che cerchiamo soluzioni in modo costruttivo e, soprattutto, che troviamo soluzioni", ha affermato il consigliere agli Stati argoviese.

Indicazioni di voto: No alla Lex Netflix, sì a Frontex, riforma AVS e legge trapianti

I delegati hanno anche fornito le indicazioni di voto in vista del prossimo 15 maggio. Il partito si oppone a larga maggioranza alla cosiddetta "Lex Netflix", mentre dice chiaramente "sì" a Frontex. Per 275 voti a 53 e 10 astenuti i delegati hanno respinto la norma voluta dal Parlamento che obbliga le piattaforme di streaming ad investire il 4% del rispettivo reddito lordo generato in Svizzera nella produzione di film elvetici indipendenti.

La seconda raccomandazione di voto concerne invece il recepimento del regolamento UE riguardante la guardia di frontiera e costiera europea Frontex nel quadro dell'accordo di Schengen, contro il quale l'associazione Migrant Solidarity Network ha lanciato il referendum. I delegati a Montreux si sono chiaramente schierati a favore con 335 voti contro 6 e due astensioni. Prima del voto ha preso la parola la consigliera federale Karin Keller-Sutter, secondo la quale "proteggere le frontiere esterne significa anche assicurare la sicurezza e la libertà nel nostro Paese".

Sempre in relazione al voto del 15 maggio, nel corso della riunione della Conferenza dei presidenti cantonali del partito tenutasi venerdi sera, è invece emerso l’appoggio alla legge sui trapianti, che mira a passare dal consenso esplicito al consenso presunto nell’ambito della donazione di organi. "In fin dei conti, si tratta di salvare delle vite" si legge in una nota.

I delegati hanno infine pure espresso un chiaro sostegno (217 sì, 2 no e nessun astenuto) alla discussa riforma dell'AVS21, che andrà alle urne il prossimo settembre.

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