In merito al rimborso dei premi malattia pagati in eccesso da alcuni cantoni sono ora scesi in campo anche il Gran Consiglio neocastellano e l'associazione degli assicurati.
Il primo, sulla falsariga di quanto già fatto dai Parlamenti di Ginevra, Ticino e Vaud, ha approvato all'unanimità una risoluzione rivolta alle Camere federali in cui chiede la restituzione dell'eccedenza. La consigliera di Stato Gisèle Ory ha garantito la solidarietà del Governo e che un'azione congiunta sarà concordata con i vicini vodesi e ginevrini.
"Ci rivolgeremo alla giustizia"
La seconda, dicendosi allibita dalla decisione della competente commissione degli Stati di rifiutare il rimborso, minaccia di portare la vertenza davanti alla giustizia se non si giungerà a una soluzione entro fine anno.
In un comunicato odierno, pubblicato dopo la riunione di ieri sera del suo comitato, l'ASSUAS ricorda che la LAMal prevede un calcolo dei premi assicurativi a livello cantonale: "È quindi un insulto all'intelligenza e alla buona fede" pensare che le riserve accumulate da ogni cantone vadano a beneficio di altri".
"Una soluzione prima di qualsiasi aumento dei premi"
Secondo l'associazione, "fino a quando non sarà trovato un accordo accettabile, è da escludere che i residenti dei cantoni danneggiati, fra cui appunto il Ticino, ricevano un qualsiasi nuovo aumento dei premi di assicurazione malattia". Inviterà quindi l'insieme degli assicurati lesi a "contestare l'aumento dei premi davanti ai tribunali dei loro cantoni" e fornirà loro assistenza giuridica.









