I conviventi che volessero lasciare al loro compagno il secondo pilastro in caso di morte devono annunciare la loro unione alla cassa pensione. Non basta quindi indicare il beneficiario nelle ultime volontà.
E' quanto ha stabilito il Tribunale federale, che, confermando una precedente sentenza, ha respinto il ricorso di una donna che aveva trascorso sette anni con un uomo nel frattempo defunto e che s'era vista rifiutare il versamento di 61'000 franchi.
Per i giudici di Losanna, il testamento, in cui pure l'interessata figurava quale erede universale, non permette di concludere che lo scomparso intendesse farla usufruire pure di quella rendita.
ATS/dg





