Il primo tema su cui siamo chiamati a esprimerci per le votazioni dell’8 marzo concerne il futuro del denaro contante. All’esame dei cittadini passa infatti l’iniziativa “Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote”. Questa proposta di modifica costituzionale, più nota con la denominazione “Il denaro contante è libertà”, venne depositata in Cancelleria federale all’inizio del 2023 con quasi 137’000 firme valide a sostegno.
Il testo, che ha peraltro avuto in Ticino uno fra i numeri di sottoscrizioni più elevati nel raffronto cantonale, chiede la garanzia da parte della Confederazione di una disponibilità in ogni tempo di monete o banconote in quantità sufficiente. Prevede inoltre che venga sottoposta al voto del popolo e dei Cantoni l’eventuale sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta.
La proposta si innesta in un dibattito sull’uso dei contanti che è ormai in corso da tempo. Del resto, a fronte di un crescente ricorso alle forme elettroniche di pagamento, si assiste ad un declino dell’uso di denaro liquido. Nel 2017 in Svizzera più del 70% dei pagamenti in loco veniva effettuato in contanti. Tale quota però, nel 2024, si era già ridotta a circa il 30%. Inoltre negli ultimi anni, come in particolare nel commercio al dettaglio e nei trasporti pubblici, sono aumentate le limitazioni all’accettazione dei contanti. Al tempo stesso si è ridotto il numero di distributori automatici di banconote e di sportelli di cassa.
Iniziativa sul denaro contante e controprogetto diretto: il video esplicativo
Al tempo stesso però, come mostrano gli esiti di un sondaggio effettuato dalla Banca nazionale (BNS) nel 2024, ben il 95% della popolazione rimane favorevole al mantenimento del denaro liquido come mezzo di pagamento anche in avvenire. Sullo sfondo di queste tendenze si innestano le posizioni degli iniziativisti, i quali difendono il ruolo del denaro fisico e temono una sistematica impossibilità di ricorrervi.
Per parte sua il Governo, pur riconoscendo l’importanza del contante, reputa che l’iniziativa non vada nella direzione corretta. Al popolo viene così sottoposto un controprogetto diretto che iscrive nella Costituzione federale due norme di legge già esistenti. Il decreto in questione sancisce che l’unità monetaria svizzera è il franco e stabilisce che la BNS assicura “l’approvvigionamento in numerario”.
Quest’alternativa non convince però i promotori dell’iniziativa, che non è stata quindi ritirata. Il popolo è chiamato di conseguenza a pronunciarsi su entrambi gli oggetti e a rispondere, per la prima volta in una votazione federale dal lontano 2010, anche ad una domanda risolutiva su quale dei due debba entrare in vigore, nel caso in cui entrambi venissero accolti.
Gli argomenti del “sì”
Per i promotori dell’iniziativa il denaro liquido è parte dell’identità elvetica, crea sicurezza e promuove l’indipendenza, dal momento che per il suo uso non si dipende da dispositivi tecnici come lettori di carte o piattaforme online. L’accento viene quindi posto sulla libertà personale e sull’autodeterminazione, in particolare a beneficio degli anziani che non hanno familiarità con le tecnologie digitali.
Il controprogetto, sottolineano gli iniziativisti, chiama in causa la BNS ma non vincola la Confederazione. Le loro critiche sono in particolare rivolte al termine “numerario” che, sostengono, potrebbe essere esteso in avvenire anche al denaro digitale. Il testo da loro proposto, riferendosi invece a banconote e monete, menziona invece con chiarezza ciò che va tutelato, La sfera politica sarebbe così obbligata ad adoperarsi in funzione di regole volte ad assicurare in modo permanente l’accesso al denaro fisico, a prescindere da tendenze, interessi o spinte tecnologiche.
La posizione di Governo e Parlamento
Le Camere, respingendo l’iniziativa e accogliendo il controprogetto, hanno ritenuto che quest’ultimo, facendo uso di formulazioni già presenti nell’ordinamento giuridico, riprenda le richieste dell’iniziativa popolare, evitando al contempo inutili complicazioni.
La conferenza stampa a Berna dello scorso 13 gennaio, durante la quale Karin Keller-Sutter ha presentato la posizione del Governo
Consiglio federale e Parlamento sono infatti del parere che l’iniziativa faccia ricorso a nuove formulazioni inadeguate e tali da prestarsi inutilmente a questioni interpretative. Viene quindi raccomandata l’adozione del controprogetto che, si sottolinea, è stato accolto in sede di consultazione con ampio consenso dai Cantoni, dai partiti politici, dalle associazioni mantello nazionali dell’economia e dagli altri ambienti interessati.

Votazioni federali dell'8 marzo: i sondaggi
Telegiornale 30.01.2026, 20:00












