Svizzera

Religione? Conta meno per i figli

Il 70% degli svizzeri dichiara un'appartenenza religiosa, ma il 44% dei genitori trasmette altri valori - Gli atei crescono, dal 12 al 15%

  • 14.12.2020, 13:32
  • 5 maggio, 11:21
2016, cerimonia nella cattedrale Grossmünster di Zurigo, per la visita del Dalai Lama in Svizzera
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RG 12.30 del 14.12.20 Il servizio di A. Andreani

RSI Info 14.12.2020, 11:54

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Di: ATS/M. Ang. 

Più di sette svizzeri su dieci hanno dichiarato nel 2019 di avere un'appartenenza religiosa. La maggioranza della popolazione prega almeno una volta all'anno e un quarto partecipa a una funzione più di cinque volte. Di queste persone, l’87%, ha però partecipato a una funzione solo per un evento di ordine sociale, per esempio in occasione di un matrimonio o di un funerale. È quanto emerge da uno studio dell'Ufficio federale di statistica (UST), secondo cui l'importanza attribuita alla fede e alla spiritualità nell'educazione dei figli è in diminuzione rispetto al 2014.

Cinquanta anni fa quasi tutta la popolazione svizzera era di religione protestante (49%) o cattolica (47%). La quota di persone appartenenti a queste due comunità religiose è scesa rispettivamente al 23 e al 35%, mentre la proporzione della popolazione senza appartenenza religiosa è passata dall’1% circa a più di un quarto del totale (28%). La quota delle altre comunità cristiane o evangeliche e delle altre religioni rappresenta il 7,1% e quella delle comunità musulmane il 5,3%.

02:51

RG 12.30 del 14.12.20 Urs Winter (Istituto Svizzero di sociologia pastorale), sul calo di fedeli cattolici

RSI Info 14.12.2020, 12:47

La credenza in un unico Dio continua a essere la più diffusa ma tende al ribasso, passando dal 46% nel 2014 al 40% nel 2019. Un quarto della popolazione ha dichiarato di non credere né in un unico Dio né in più divinità, ma di credere in una sorta di forza superiore, una proporzione rimasta invariata rispetto al 2014. La quota di persone atee è invece aumentata, passando dal 12 al 15%, così come quella delle persone agnostiche, ovvero quelle che hanno indicato di non sapere se un unico Dio o più divinità esistono o meno, che è passata dal 17 al 18% nello stesso periodo.

Nel 2019, circa un terzo dei figli di meno di 15 anni non aveva appartenenza religiosa. Nel 2014 tale proporzione era di un quarto. Tuttavia, per il 42% della popolazione (il 47% nel 2014), la religione o la spiritualità rivestivano un ruolo piuttosto o molto importante nell’educazione dei figli. Più di un quinto dei genitori (22%) ci tiene a educare i propri figli di meno di 18 anni secondo i principi della propria religione, per il 15% di loro è importante trasmettere ai propri figli valori spirituali e il 44% preferisce trasmettere loro valori che non siano né religiosi né spirituali.

Nel 2019 l’8,2% della popolazione ha dichiarato di essere stato vittima di discriminazione a causa della propria appartenenza religiosa. Le persone che fanno parte delle comunità musulmane sono particolarmente colpite da tale fenomeno, il 35%.

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