Due giorni dopo il veto della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) al rinvio di una famiglia di richiedenti afghani dalla Svizzera all'Italia la consigliera federale Simonetta Sommaruga si è espressa in merito, affermando che nel sistema di Dublino esistono lacune, ma rimane l'unica alternativa valida. A suo avviso quindi, bisogna continuare a lavorare per migliorare l'intesa e sostenere i paesi con i maggiori afflussi migratori.
La consigliera federale ha spiegato giovedì a Berna, in occasione della giornata annuale della Commissione federale della migrazione, che si sta continuando "ad analizzare la sentenza" e ha precisato come certi paesi non rispettino il regolamento di Dublino, il che rende "difficile poter collaborare".
Per Simonetta Sommaruga il sistema non è messo in discussione, ma "l'accordo ha sempre avuto delle lacune e le avrà sempre" e in ogni caso nessuna alternativa può essere considerata, anche se "l'Europa e la Commissione europea devono continuare a migliorare l'intesa".
In una sentenza di martedì scorso la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha dichiarato che l'Italia è un Paese che non offre sufficienti garanzie ai richiedenti l'asilo. Per questo motivo la Svizzera non può rinviare una famiglia di rifugiati nella Penisola nell'ambito dell'accordo di Dublino, a meno di non aver ottenuto dalle autorità italiane indicazioni su come si prenderanno cura delle persone in questione.
Red. MM/ATS/EnCa
Dal TG20:
RG 18.30 del 06.11.2014 - Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 06.11.2014, 19:13
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