Il Gran Consiglio vodese sollecita il pagamento dei ristorni dei frontalieri da parte della Francia. Contrariamente a quanto succede tra Ticino ed Italia, in questo caso è difatti il paese di residenza a riscuotere le imposte dei lavoratori per poi girarne una parte (il 4,5%) al Cantone dove sono occupati. Nella seduta di oggi, martedì, i deputati hanno votato quasi all’unanimità una risoluzione che sostiene gli sforzi che il Governo cantonale sta facendo per dirimere rapidamente il problema. Il Legislativo romando si augura che la somma dovuta venga pagata entro fine anno.
Mezzo miliardo di franchi
Il valore complessivo dei ristorni dovuti da Parigi alla Svizzera ammonta a circa mezzo miliardo di franchi, pari al 4,5% della massa salariale percepita dai lavoratori francesi nel 2012 e nel 2013. Di questa somma, 276 milioni di franchi (relativi al 2012) dovevano essere pagati entro il 30 giugno 2013. Per Vaud e i suoi Comuni gli arretrati sono di circa 80 milioni di franchi.
Trattative in corso
Le trattative sono in corso, ha ricordato al Parlamento il consigliere di Stato Pascal Broulis. I Cantoni interessati dall’accordo del 1983 sono otto: oltre a Vaud ci sono Neuchâtel, Giura, Berna, Basilea Città e Basilea Campagna, Soletta e Vallese.
ATS/Da.Pa.








