Svizzera

Crans-Montana, le perquisizioni tardive rilanciano le polemiche

Alcuni avvocati delle vittime criticano la Procura per come è stata condotta finora l’inchiesta sul dramma di Capodanno

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Fuori dal Constellation, il bar dove si è verificato l'incendio

Fuori dal Constellation, il bar dove si è verificato l'incendio

  • Reuters
Di: Marc Menichini (cellula inchieste RTS), articolo originale - ludoC, adattamento in italiano

Mentre il Ministero pubblico vallesano moltiplica le misure nell’inchiesta sulle cause del dramma di Crans-Montana, diversi atti disposti dai procuratori suscitano le rimostranze degli avvocati delle vittime, come mostrano documenti del fascicolo penale consultati dai colleghi di RTS. In particolare, vengono contestate perquisizioni effettuate tardivamente.

L’indagine è quindi iniziata da poco ma le critiche nei confronti del Ministero pubblico vallesano già si accumulano. Dopo quelle formulate in merito all’opportunità di porre in carcerazione preventiva la coppia di gerenti del bar Le Constellation e quelle legate alle autopsie delle vittime, che non sono state sistematicamente richieste, tutta una nuova serie di decisioni del Ministero pubblico vallesano solleva interrogativi. Anche la NZZ am Sonntag ne ha dato conto domenica.

Per esempio, si è dovuto attendere fino al 9 gennaio scorso – ossia otto giorni dopo il dramma – affinché le procuratrici incaricate del caso decidessero di sequestrare i telefoni cellulari della coppia Moretti, “e solo dopo numerose insistenze da parte degli avvocati presenti”, scrive uno di loro in una lettera indignata indirizzata al Ministero pubblico vallesano e consultata dalla RTS.

Assenza di documenti cartacei presso i Moretti

Altri avvocati delle vittime si interrogano sullo stato delle perquisizioni richieste dal Ministero pubblico. Quella presso il domicilio della coppia è stata ordinata il 1° gennaio, ma è impossibile sapere se la misura sia stata effettivamente eseguita o meno: nel fascicolo penale attuale non figura alcun rapporto di polizia in merito.

La perquisizione dei locali professionali del bar Le Constellation, invece, ha effettivamente avuto luogo il 7 gennaio. Sono stati sequestrati due computer, un disco rigido esterno, alcune banconote e monete. Ma nessun documento cartaceo.

Nel suo interrogatorio del 1° gennaio, Jacques Moretti aveva infatti chiarito la situazione. Interrogato su eventuali archivi relativi ai lavori effettuati nel bar nel 2015, il gerente ha indicato agli inquirenti che probabilmente non esiste più nulla. Due allagamenti, uno in un locale sopra il bar e l’altro nella sua abitazione privata, avrebbero distrutto tali archivi, secondo Jacques Moretti.

Il fascicolo non indica se la polizia giudiziaria abbia verificato queste informazioni.

Nessuna perquisizione presso la fiduciaria

Il trattamento di un’altra informazione ha sorpreso alcune parti civili. Durante lo stesso interrogatorio del 1° gennaio, Jacques Moretti indica che gli archivi contabili del bar si trovano presso una fiduciaria a Martigny. Si è pensato di perquisire questa società? Forse, ma il Ministero pubblico vallesano ha scelto un’altra opzione: il 14 gennaio ha scritto alla fiduciaria per obbligarla a consegnare l’insieme dei documenti pertinenti.

Si parla qui di un’“obbligazione di deposito”, il cui mancato rispetto è punito dal Codice penale.

Secondo diversi documenti versati agli atti, consultati dalla RTS, le procuratrici incaricate del caso hanno optato per la stessa strategia nei confronti del Comune di Crans-Montana e del Cantone. Con risultati variabili.

Il Comune ritrova documenti lungo il percorso

In conferenza stampa lo scorso 6 gennaio, il sindaco del Comune Nicolas Féraud ha indicato di aver consegnato alla giustizia “gli elementi fattuali in suo possesso che (…) dettagliano l’insieme delle procedure amministrative legate all’esercizio Le Constellation”.

Ciò che l’esponente PLR non ha detto in quel momento è che ha dovuto rispondere per tre volte alla richiesta del Ministero pubblico. Un primo dossier è stato consegnato il 3 gennaio; lo stesso giorno, il capo del servizio sicurezza del Comune ha inviato ulteriori documenti via e-mail. Infine, il 5 gennaio, Nicolas Féraud ha consegnato un dossier complementare a seguito della scoperta di nuovi documenti pertinenti.

L’avvocato del Comune, Me Gaspard Couchepin, non ha voluto commentare queste informazioni.

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16:07

Le cicatrici di Crans-Montana

Falò 13.01.2026, 20:50

  • RSI

Dove sono i documenti richiesti al Cantone?

Anche il Cantone è stato sottoposto a diverse “obbligazioni di deposito”. Il Ministero pubblico gli ha chiesto le dichiarazioni fiscali della coppia Moretti, ma anche il rapporto d’intervento dei pompieri del 1° gennaio, così come “il dossier relativo all’esercizio Le Constellation, comprendente in particolare tutti i rapporti dei controlli effettuati dall’Ufficio cantonale del fuoco”.

Documenti richiesti già il 5 gennaio che non figurano tuttora nel fascicolo penale, nonostante due solleciti del Ministero pubblico datati 9 e 12 gennaio. Contattato domenica dalla RTS, il consigliere di Stato vallesano responsabile della Sicurezza, Stéphane Ganzer, assicura che tali documenti sono stati trasmessi alla giustizia.

La RTS ha contattato anche il Ministero pubblico vallesano, ma la sua procuratrice generale ha rifiutato di commentare le decisioni prese dal suo team. Si ricorda che per gli imputati, i coniugi Moretti, continua a valere la presunzione di innocenza.

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04:13

Intervista agli avvocati dei Moretti

Telegiornale 18.01.2026, 20:00

“Ci sono modi e modi di effettuare una perquisizione”

Ordinare una perquisizione non è affatto un atto banale e deve rispettare il principio di proporzionalità. Sequestrare tutti i computer di un servizio comunale o cantonale potrebbe apparire eccessivo o addirittura ingiustificato. Una simile misura potrebbe comportare conseguenze caotiche per le amministrazioni interessate, che avrebbero peraltro la possibilità di contestarla davanti a un tribunale.

Inoltre, analizzare grandi quantità di dati contenuti nei computer richiede tempo e risorse umane. Un capitale che potrebbe essere preferibile concentrare su altre priorità, vista l’ampiezza dell’inchiesta in corso.

“Ci sono modi e modi di effettuare una perquisizione, non siamo dei cowboy (…) come si vede nei film americani e francesi”, ha sottolineato domenica il procuratore neocastellano Nicolas Feuz nella trasmissione Forum.

Quanto al sequestro tardivo dei telefoni cellulari degli imputati, esso potrebbe aver permesso al Ministero pubblico vallesano di metterli sotto intercettazione per alcuni giorni. Ma, allo stato attuale, ciò non emerge dal fascicolo. Esistono inoltre specialisti in investigazioni digitali all’interno delle polizie: “Sono in grado di ritrovare ciò che è stato cancellato dalla memoria di un telefono”, ha precisato ancora Nicolas Feuz.

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