È stata "un errore di valutazione" la pubblicazione, appena tre giorni prima del voto di domenica, di un rapporto in cui si criticava la qualità dei messaggi del Consiglio federale. Il direttore del Controllo federale delle finanze, Michel Huissoud, lo ammette in una lettera di scuse indirizzata ai membri del Governo all'indomani della bocciatura della terza riforma dell'imposizione delle imprese.
Huissoud riconosce di aver sottovalutato l'impatto dello studio, in cui si evidenziava come non di rado l'Esecutivo commetta degli errori nello stimare le conseguenze finanziarie dei suoi progetti. Precisa però che non vi era alcun riferimento specifico all'oggetto su cui il popolo si è pronunciato negativamente lo scorso fine settimana, al termine di una campagna in cui gli oppositori avevano puntato il dito proprio contro i possibili effetti negativi sui conti di Confederazione e cantoni.
All'origine dell'analisi, però, c'era la precedente riforma fiscale per le aziende: nel 2005 il Consiglio federale aveva pronosticato minori entrate di 40 milioni a livello federale e 460 per i cantoni. La fattura finale fu invece di miliardi.
pon/ATS






