La seduta odierna del Consiglio federale si terrà extra muros a Estavayer‑le‑Lac, nel Canton Friburgo. Si tratta della ventunesima volta dal 2010 in cui il Governo svolge una delle sue riunioni settimanali al di fuori di Berna. Alla seduta farà seguito un incontro con la popolazione nella città vecchia.
I ritiri del Consiglio federale per le “grosse” scelte politiche
Gli albori di questa prassi - ha spiegato l’ospite a Prima Ora Sacha Zala, storico e direttore del Centro di ricerca Dodis (Documenti diplomatici svizzeri) - risalgono agli anni Novanta, quando il Consiglio federale comincia a organizzare sistematicamente dei ritiri dedicati alle questioni politiche più complesse che richiedono un maggiore confronto e una maggiore collegialità: “Il Consiglio federale, grazie alla sua Cancelleria, è una macchina oliata alla perfezione che riesce a prendere un numero altissimo di decisioni. Ma il nostro sistema politico rende estremamente difficile la tematizzazione delle grosse questioni politiche. Negli anni Novanta si cominciano a organizzare dei ritiri. Per esempio, nel 1995 sul Lago di Bienne, viene risolta la difficile questione del transito alpino: vale a dire se costruire contemporaneamente sia la galleria del San Gottardo, sia quella del Lötschberg. Fu grazie a Kaspar Villiger, allora presidente della Confederazione, che si riuscì a trovare un accordo tra consiglieri federali”.
Un rito che è anche simbolico e mediatico
Dagli anni Duemila, l’abitudine di uscire da Berna si consolida fino a diventare un evento più simbolico che prettamente collegiale. “Non succede quasi mai di vedere sette consiglieri e consigliere federali nello stesso momento”, sottolinea Sacha Zala. “Creare questo momento pubblico al di fuori di Berna è un atto simbolico che cerca di comunicare, anche a livello mediatico, delle dinamiche positive all’interno del gruppo del Consiglio federale”. È invece più difficile valutare quale effetto abbiano le sedute extra muros all’interno del Consiglio federale stesso, prosegue Sacha Zala: “Dai documenti storici sappiamo che le dinamiche interne non sono mai state semplici: da sempre ci sono consiglieri federali che bisticciano e che non vanno d’accordo”.
Per la seduta odierna, il Consiglio federale si riunirà nel Castello di Chenaux, un bene culturale d’importanza nazionale scelto come destinazione dal presidente della Confederazione Guy Parmelin.







