La polizia argoviese non ha controllato il telefono dell'insegnante alla quale il sindaco di Baden Geri Müller spediva sms piccanti e autoscatti erotici: fu lei a mostrarne il contenuto di sua spontanea volontà, spiega il Governo cantonale rispondendo a un'interpellanza dell'UDC. L'Esecutivo assolve le forze dell'ordine, che si comportarono correttamente.
Non ci furono verifiche nemmeno sull'apparecchio del politico, per verificare i timori di una messa in pericolo della vita dell'uno o dell'altra. La donna aveva espresso il timore che, una volta la vicenda divenuta di dominio pubblico, Müller potesse suicidarsi. Per questo gli agenti tentarono di contattarlo per una notte intera, quella fra il 13 e il 14 agosto, ma senza successo. Il mattino dopo, tuttavia, era regolarmente presente a una riunione e non manifestava l'intenzione di farsi del male.
pon/ATS





