Sotto l’albero di Natale gli svizzeri potrebbero trovare un “regalo” del Consiglio federale. Un aumento di mezzo punto percentuale dell’IVA. Centinaia di milioni di franchi che dovrebbero andare - stando ad alcune speculazioni di stampa del quotidiano Tages-Anzeiger - a finanziare le spese dell’esercito. L’idea però non fa l’unanimità nemmeno nel campo borghese, più propenso a maggiori investimenti militari.
Di un possibile aumento dell’IVA per l’esercito si era già parlato ma accoppiandolo al finanziamento dell’AVS. Ora invece sembra che il Governo voglia staccare le due cose e procedere il più velocemente possibile solo per trovare i soldi per equipaggaire l’esercito di sistemi di difesa. E questo dopo che il Consiglio federale - in settimana - ha tenuto una seduta di clausura proprio per dicutere della politica sicurezza e dei relativi scenari: da una guerra ibrida alle minacce provenienti da Est passando dai droni che sempre più sovente paralizzano gli aeroporti.
Per far fronte a questi rischi, più o meno presunti e probabili, servono soldi. Possibilmente in maniera veloce e stabile. E senza compromettere il freno all’indebitamento. La via a cui il Dipartimento e il Governo tutto stanno pensando sarebbe appunto l’aumento di mezzo punto percentuale dell’IVA, che farebbe entrare nelle casse pubbliche circa 1’750 milioni di franchi all’anno.
Per ottenere quei soldi però ci vorrà non solo il consenso del Parlamento federale, ma anche quello dei cittadini che dovranno approvare una modifica della Costituzione. L’eventuale entrata in vigore della nuova aliquota potrebbe però avvenire al più presto nel 2028. Prima di arrivare lì e per superare il guado a Berna si starebbe spulciando il bilancio della Confederazione per racimolare -tra gli 84 miliardi di spesa- circa un miliardo all’anno.
Questi sarebbero i progetti del Consiglio federale, che però non sembrano destinati ad avere vita facile in Parlamento. Infatti, se a sinistra lo scetticismo sembra farla da padrone, anche in ambienti borghesi, liberali e democentristi, si fanno sentire, più o meno esplicitamente, critiche e opposizioni. Tanto più con l’approssimarsi della scadenza elettorale del rinnovo delle due Camere nel 2027 e tenendo conto che alcuni sondaggi evidenziano come la maggioranza del popolo sia contraria a dare più soldi all’esercito.











