"Ci auguriamo che le nostre leggi siano rispettate". È quanto ha detto Didier Burkhalter al segretario di Stato americano John Kerry, in un incontro avvenuto in margine ai lavori del Forum economico mondiale a Davos.
Un auspicio, quello del nostro ministro degli esteri, che prende le mosse dalle rivelazioni sulle pratiche di spionaggio intraprese dalla NSA, l'Agenzia americana per la sicurezza nazionale. Pratiche avvenute anche in Svizzera, stando alle rivelazioni su attività intraprese a Ginevra da agenti dell'intelligence degli Stati Uniti.
Ma come ha reagito il capo della diplomazia statunitense? "Non sono il portavoce di Kerry" ha risposto Burkhalter ai giornalisti, limitandosi a dire che sulla questione Washington non intende aprire un dialogo bilaterale con Berna. "Gli Stati Uniti vogliono sviluppare questo dossier a livello mondiale", ha dichiarato il consigliere federale.
Nel corso del loro colloquio, Burkhalter e Kerry hanno anche affrontato la questione del programma destinato alle banche svizzere, per chiudere le loro pendenze con il fisco degli Stati Uniti. "Ci auguriamo che le banche che vi hanno aderito siano trattate con fair-play", ha commentato Didier Burkhalter.
Red.MM/ATS/ARi
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RG 18.30 - Il servizio di Gianluca Olgiati
RSI Info 24.01.2014, 19:31









